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	<pubDate>Sun, 31 Mar 2013 10:27:42 +0000</pubDate>
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				<title>ALESSANDRO MENCARELLI posted an update: UNA VOCE DAL VIVO
Mirror
L’incarico esplorativo per [&#8230;]</title>
				<link>http://www.prossimaitalia.it/activity/p/40218/</link>
				<pubDate>Sun, 31 Mar 2013 10:27:42 +0000</pubDate>

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					<![CDATA[
					<p>UNA VOCE DAL VIVO<br />
Mirror<br />
L’incarico esplorativo per la formazione di una maggioranza di Governo sembrerebbe non avesse prodotto significativi risultati, eppure ora abbiamo molte più informazioni di prima. Sappiamo, ad esempio, che non è sufficiente rincorrere una entità di cui si ignora la formazione culturale, appellandosi ad un vago senso di responsabilità, solo per metterne in evidenza eventuali contraddizioni, ignorando che ci si sta rivolgendo direttamente al prodotto dell’attività politico-partitica della seconda repubblica. Già, una sorta di “mirror”. Guardando ed ascoltando attentamente, ci si accorge che le istanze di cui il “movimento” è portatore appartengono al bagaglio delle attese del Paese, attese che si sono protratte per anni, tergiversare nell’affrontarle, prendendo tempo, alimenta un senso di frustrazione che il Paese non merita. Rimane il dubbio se l’incarico esplorativo sia stato o meno efficace, certamente non ha prodotto un’ ipotesi di Governo ma non è stato comunque tempo perso. In una situazione di emergenza nazionale, quale quella che stiamo vivendo, il senso di responsabilità si misura anche limitando le proprie pregiudiziali politiche, subordinandole all’interesse comune. Chi aspira a diventare il capo dell’esecutivo ha il compito di governare l’intera comunità nazionale, senza discriminare una parte di questa, allontanando da se quei comportamenti che sono propri e legittimi in un segretario di partito, ma per il capo dell’esecutivo è richiesto al contrario uno sforzo maggiore, quello di abbracciare un orizzonte più ampio. Il rischio è di apparire legato alla difesa e alla tutela di quelle prerogative partitiche che lo coinvolgono nella gestione diretta dell’apparato, tutto lo sforzo che può essere esercitato per mantenere distanti le due responsabilità, potrebbe non essere compreso o non essere sufficiente per allontanare l’equivoco e fare il salto di qualità. L’unica certezza che rimane, dopo l’ “esplorazione”, oltre alle pregiudiziali, è quella di aver voluto coinvolgere un solo attore politico. Questa certezza opera a decremento della “pregiudiziale” politica, lasciando intravedere una diversa strategia. Non paga quella volontà, tutta politica, di ottenere “tutto e subito”, neppure quella di lasciare che le situazioni si rincorrino senza alcun controllo, per poi ritrovarsi spiazzati, senza sapere come fare per rimediare alle “sorprese” ricevute, evitando, come spesso accade, che qualcuno sentitosi inascoltato esca con la solita affermazione: “ io l’avevo detto!”. Si cerca allora di misurare la resistenza dell’avversario, Il suo coordinamento, la sua organizzazione, insomma tutto il suo fiato, dimenticando che l’elettorato aspetta dal proprio partito di riferimento che qualche cosa cambi. Dal proprio partito politico, non dall’altro. Intanto si cerca di esorcizzare le elezioni politiche, che nessuno vuole, ma che qualcuno sventola per far paura agli avversari. Si tratta solo di strategia ma che dovrebbe comunque essere utilizzata per dare un Governo al Paese. Per ora il Paese rimane in attesa fino a che non sarà il tempo a bruciare se stesso.<br />
Alessandro Mencarelli<br />
Siena, 31 marzo 2013</p>

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				<title>ALESSANDRO MENCARELLI posted an update: UNA VOCE DAL VIVO
Dal populismo al manierismo?
Lo scenario [&#8230;]</title>
				<link>http://www.prossimaitalia.it/activity/p/40217/</link>
				<pubDate>Sun, 17 Mar 2013 15:33:15 +0000</pubDate>

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					<![CDATA[
					<p>UNA VOCE DAL VIVO<br />
Dal populismo al manierismo?<br />
Lo scenario politico assume oggi una maggiore leggibilità rispetto a ieri. Le ultime mosse sulla scacchiera politica consentono di intravedere gli orientamenti seguiti per dare un  Governo al Paese. La dichiarazione di insediamento della Presidenza della Camera costituisce un vero programma elettorale. Una dichiarazione di intenti che se solo fosse stata presentata in campagna elettorale avrebbe potuto correre il rischio di essere tacciata come populista e, per questo, relegata nell’angolo più remoto della memoria politica. Rimane comunque molto distante il terreno comportamentale che ha trasformato in così poco tempo, l’unico grande partito nazionale strutturato, portandolo dalla esigenza di “incamiciare” le primarie, a scoprire la sua inaspettata elasticità, plasmabilità, e “cogliere” la novità politica che è arrivata dalle urne, ottenendo quella parte del consenso parlamentare necessario per l’elezione della Presidenza della Camera. Un lavoro diplomatico reso possibile da uno “stereotipo” che tenta di giustificare il “congelamento” di un’altra grande forza politica, lasciando che il “bipolarismo” ritrovasse, in questa sospensione temporanea, il suo ruolo politico contingente, facendo dimenticare il reale “tripolarismo” presente. Quindi, quella necessità di cambiamento evocato da gran parte del Paese, riconosciuto dai professionisti della politica come “populismo” rischia, dopo gli ultimi risultati politici ottenuti, di trasformarsi in “manierismo”. In un nuovo modo di leggere le attese del Paese, da parte della politica che conta e, senza lasciarsi prendere dal panico, permettere che questa novità possa superare l’immaginaria barriera della omologazione espressiva, occupando lo spazio delle abitudini ed entrare di diritto nel dizionario politico nazionale. Manierismo appunto. Ma anche questa ipotesi può essere allontanata, se le “dichiarazioni” ascoltate riusciranno a trasformarsi in atti concreti. Ma la strada sembra bloccata dal macigno dell’indisponibilità all’eliminazione del finanziamento pubblico ai partiti, un ostacolo da superare per intraprendere il percorso, anch’esso pieno di insidie, del rinnovamento della politica. Con il superamento di questo ostacolo la politica potrà presentarsi al Paese con nuove credenziali. Da questa scelta derivano tutte le altre. Nulla di stabile può essere costruito sul terreno della incertezza e della diffidenza. Questo vale anche per la politica.<br />
Alessandro Mencarelli<br />
Siena 17 marzo 2013</p>

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				<title>ALESSANDRO MENCARELLI posted an update: UNA VOCE DAL VIVO
Le aspettative
Far combaciare i risultati [&#8230;]</title>
				<link>http://www.prossimaitalia.it/activity/p/40216/</link>
				<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 07:54:38 +0000</pubDate>

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					<![CDATA[
					<p>UNA VOCE DAL VIVO<br />
Le aspettative<br />
Far combaciare i risultati delle elezioni politiche con le aspettative che non solo nel nostro paese, ma anche a Bruxelles molti speravano si realizzassero, non è un facile esercizio, e comunque è destinato a sacrificare numerose energie per la sua realizzazione. Si ricerca una maggioranza che governi il debito mentre sarebbe forse più realistico affermare che è il “debito” a volersi scegliere la sua maggioranza. Se il ricorso alle elezioni politiche doveva indicare la strada per rendere governabile il nostro Paese, il voto sembra che abbia contribuito a bloccare l’attività istituzionale. Se le scelte effettuate dall’elettorato rimanessero inalterate nel tempo, il margine di manovra per arrivare ad una maggioranza di Governo offrirebbe una ampia gamma di opzioni, ma se così non fosse, il margine di manovra dovrebbe ridursi per arrivare in tempi brevi ad un  Governo, atteso dal Paese. La sensazione è che forse nei “punti condivisibili”, individuati da alcune forze politiche per ottenere la maggioranza parlamentare alla formazione del Governo, si sarebbe dovuto trovare spazio uno espressamente dedicato alla: responsabilità che ogni forza politica ha di rappresentare il proprio elettorato nelle sedi istituzionali previste dalla Costituzione e di contribuire alla formazione del Governo del Paese, sia come maggioranza che come opposizione. Un “punto” questo che, al contrario, sembra sia stato il “grande assente”, forse perché implicito, scontato, eppure, senza questa indicazione esplicita sembra aver perso la sua dignità politica. Gli interessi politici, sono subalterni agli interessi del Paese. Gli eventuali “calcoli” politici sui possibili futuri vantaggi, o scenari favorevoli che nuove eventuali elezioni potrebbero prefigurare, se dovessero rallentare l’adeguamento istituzionale voluto dagli elettori, violerebbero quello spirito democratico che guida la nostra Costituzione. Con le elezioni, il Paese viene chiamato ad eleggere i propri rappresentanti in Parlamento perché ottenga un Governo, non uno qualsiasi, ma un Governo che sia rappresentativo. Sarebbe necessario riflettere sulla dignità del voto, su quanto sia importante la partecipazione alla vita democratica del Paese e alla composizione degli organi istituzionali previsti dalla Costituzione. Ma il Governo, la sua formazione, non sembra sia la preoccupazione reale per Bruxelles. Il vero pericolo è il contagio. Ma di quale contagio si parla? Non dovrebbe, un Paese democratico, membro dell’Europa, prendere atto della richiesta di rinnovamento che proviene da ampi strati della sua comunità, che si manifesta nel rispetto dei percorsi costituzionali previsti? La paura è dovuta forse al possibile “effetto domino”, che si potrebbe verificare negli altri Paesi della Comunità? Potrebbe davvero compromettere la stabilità politica dell’Europa intera? E’ questo il contagio di cui si parla? Non potrebbe il “contagio”, essere riferito alla capacità che un Paese come l’Italia, devastato da tutto quello che gli viene rimproverato dall’Europa, ha di accogliere le istanze di rinnovamento che provengono da parte della comunità nazionale, che liberamente ha espresso con il voto l’esigenza di incidere sulle Istituzioni rappresentative per contribuire, attraverso i suoi rappresentati, al rinnovamento del Paese? Abbiamo indicato all’Europa la via possibile, e l’unica in democrazia, per accogliere la necessità di rinnovamento senza ricorrere a nessun esorcismo per allontanarne la paura. Da questa esperienza storica escono rafforzate la partecipazione alla vita politica, le Istituzioni e la stessa democrazia, ma anche la speranza e la voglia di contribuire alla costruzione di una società migliore. Non è soprattutto questa l’Europa che vogliamo?<br />
Alessandro Mencarelli<br />
Siena, 15 marzo 2013</p>

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				<title>Gabriele Pippo &#232; diventato un membro registrato</title>
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				<pubDate>Mon, 21 Jan 2013 13:16:36 +0000</pubDate>

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				<title>Gerri Stefani ha aperto sul forum la discussione VOTO FUORI SEDE, chiediamo impegno in merito al nuovo Parlamento e Governo nel gruppo 10 cose e 100 proposte per le primarie e per il prossimo governo</title>
				<link>http://www.prossimaitalia.it/groups/10-cose-e-100-proposte-per-le-primarie-e-per-il-prossimo-governo/forum/topic/voto-fuori-sede-chiediamo-impegno-in-</link>
				<pubDate>Sun, 20 Jan 2013 11:50:53 +0000</pubDate>

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					<p>FIRMIAMO e facciamo FIRMARE LA PETIZIONE per impegnare il nuovo Parlamento e futuri Deputati e Senatori per permettere il voto fuori sede tramite il voto per delega, il voto per corrispondenza o il voto in un diverso seggio.</p>
<p><a href="http://iovotofuorisede.altervista.org/blog/?page_id=59" rel="nofollow">http://iovotofuorisede.altervista.org/blog/?page_id=59</a></p>

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				<title>Annapaola Cova &#232; diventato un membro registrato</title>
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				<pubDate>Thu, 17 Jan 2013 15:17:10 +0000</pubDate>

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				<title>lorenzo romoli &#232; diventato un membro registrato</title>
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				<pubDate>Sun, 13 Jan 2013 11:37:17 +0000</pubDate>

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				<title>minis carru &#232; diventato un membro registrato</title>
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				<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 15:30:21 +0000</pubDate>

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				<title>Tiziano Faraldi &#232; diventato un membro registrato</title>
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				<pubDate>Thu, 10 Jan 2013 13:00:06 +0000</pubDate>

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				<title>NICOLA LOCCI &#232; entrato nel gruppo Prossima Fermata Pisa</title>
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				<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 22:15:12 +0000</pubDate>

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				<title>NICOLA LOCCI &#232; diventato un membro registrato</title>
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				<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 22:03:06 +0000</pubDate>

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				<title>Alice Borutti &#232; diventato un membro registrato</title>
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				<pubDate>Wed, 09 Jan 2013 15:56:43 +0000</pubDate>

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				<title>Davide Argento &#232; diventato un membro registrato</title>
				<link>http://www.prossimaitalia.it/activity/p/40200/</link>
				<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 15:16:29 +0000</pubDate>

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				<title>ALESSANDRO MENCARELLI ha inviato un aggiornamento: UNA VOCE DAL VIVO
L’attesa

Nel film di Luigi Magni del [&#8230;]</title>
				<link>http://www.prossimaitalia.it/activity/p/40199/</link>
				<pubDate>Sun, 06 Jan 2013 14:54:00 +0000</pubDate>

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					<![CDATA[
					<p>UNA VOCE DAL VIVO<br />
L’attesa</p>
<p>Nel film di Luigi Magni del 1977, “In nome del papa re”, ambientato nella Roma del 1867 con Garibaldi alle porte della città, il protagonista, monsignor Colombo da Priverno, in una scena risponde a  Serafino, il perpetuo, sulla situazione in cui versa Roma: “… Serafì, qui non è finita perché arrivano gli italiani, qui arrivano gli italiani proprio perché è finita”... Parafrasando questa risposta, si potrebbe affermare che nel nostro paese non finisce questo “sistema” di gestione della politica a causa della necessità del suo rinnovamento, ma il rinnovamento, si afferma proprio perché questo “sistema” di gestione è finito. Nel film erano gli italiani, con Garibaldi, che tentavano di interrompere il potere temporale della Chiesa, che rappresentavano il rinnovamento, che si scagliavano contro un “sistema” di potere. Oggi è il rinnovamento, ovvero la necessità di modificare i rapporti tra politica e comunità, che si presenta con una forte volontà di affermarsi. Non è un’obiettivo che può essere raggiunto con facilità. Ogni “sistema” di potere, sia centrale che locale, viene favorito per la realizzazione di scenari politici che tendono a perpetuare nel tempo la gestione del potere. Potrebbe anche essere presente la convinzione di costruire, nei rispettivi territori di competenza, delle “zone franche” dove nulla possa essere deciso senza l’avallo di chi questo potere detiene. Il rinnovamento potrebbe essere considerato un “nemico”, da arginare, da isolare, da neutralizzare, con qualunque mezzo, anche manipolando i fatti. Potrebbe nascere anche una nuova sfida: per quale motivo un “sistema” non potrebbe assolvere anche a questo “storico” compito di rappresentare il rinnovamento? Si otterrebbe il duplice risultato di neutralizzarlo ed insieme governarlo orientandolo al rispetto del “sistema”. Potrebbe rappresentare una bella scommessa. Ma questa valutazione si presenta parziale rispetto alle reali possibilità di realizzazione, infatti non tiene presente dell’esistenza della comunità, ovvero di quella entità a cui ogni “sistema” si rivolge e nei confronti della quale opera. E’ quindi la comunità che deve essere oggetto di attenzione, ed è la stessa che si rivolge al “sistema” chiedendo di conoscere i risultati della sua gestione, che richiede il “bilancio” politico ed istituzionale del suo governo nel territorio. Il “sistema” potrebbe anche tentare di non ascoltare queste richieste, di prendere tempo, di “rigenerarsi”, presentandosi come rinnovato, dimenticando che la comunità non è un’entità estranea alle vicende sociali e politiche che la riguardano. Saprà riconoscere ed evitare questi tentativi? E’ necessario maggiore coraggio nelle scelte politiche, che diano un ruolo attivo e di maggiore controllo alle comunità e le stesse comunità devono attivarsi per richiederlo.<br />
Alessandro Mencarelli<br />
Siena, 6 gennaio 2012 </p>

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				<title>ALESSANDRO MENCARELLI ha inviato un aggiornamento: UNA VOCE DAL VIVO
L’attesa
Nel film di Luigi Magni del [&#8230;]</title>
				<link>http://www.prossimaitalia.it/activity/p/40198/</link>
				<pubDate>Sun, 06 Jan 2013 14:51:44 +0000</pubDate>

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					<![CDATA[
					<p>UNA VOCE DAL VIVO<br />
L’attesa<br />
Nel film di Luigi Magni del 1977, “In nome del papa re”, ambientato nella Roma del 1867 con Garibaldi alle porte della città, il protagonista, monsignor Colombo da Priverno, in una scena risponde a  Serafino, il perpetuo, sulla situazione in cui versa Roma: “… Serafì, qui non è finita perché arrivano gli italiani, qui arrivano gli italiani proprio perché è finita”... Parafrasando questa risposta, si potrebbe affermare che nel nostro paese non finisce questo “sistema” di gestione della politica a causa della necessità del suo rinnovamento, ma il rinnovamento, si afferma proprio perché questo “sistema” di gestione è finito. Nel film erano gli italiani, con Garibaldi, che tentavano di interrompere il potere temporale della Chiesa, che rappresentavano il rinnovamento, che si scagliavano contro un “sistema” di potere. Oggi è il rinnovamento, ovvero la necessità di modificare i rapporti tra politica e comunità, che si presenta con una forte volontà di affermarsi. Non è un’obiettivo che può essere raggiunto con facilità. Ogni “sistema” di potere, sia centrale che locale, viene favorito per la realizzazione di scenari politici che tendono a perpetuare nel tempo la gestione del potere. Potrebbe anche essere presente la convinzione di costruire, nei rispettivi territori di competenza, delle “zone franche” dove nulla possa essere deciso senza l’avallo di chi questo potere detiene. Il rinnovamento potrebbe essere considerato un “nemico”, da arginare, da isolare, da neutralizzare, con qualunque mezzo, anche manipolando i fatti. Potrebbe nascere anche una nuova sfida: per quale motivo un “sistema” non potrebbe assolvere anche a questo “storico” compito di rappresentare il rinnovamento? Si otterrebbe il duplice risultato di neutralizzarlo ed insieme governarlo orientandolo al rispetto del “sistema”. Potrebbe rappresentare una bella scommessa. Ma questa valutazione si presenta parziale rispetto alle reali possibilità di realizzazione, infatti non tiene presente dell’esistenza della comunità, ovvero di quella entità a cui ogni “sistema” si rivolge e nei confronti della quale opera. E’ quindi la comunità che deve essere oggetto di attenzione, ed è la stessa che si rivolge al “sistema” chiedendo di conoscere i risultati della sua gestione, che richiede il “bilancio” politico ed istituzionale del suo governo nel territorio. Il “sistema” potrebbe anche tentare di non ascoltare queste richieste, di prendere tempo, di “rigenerarsi”, presentandosi come rinnovato, dimenticando che la comunità non è un’entità estranea alle vicende sociali e politiche che la riguardano. Saprà riconoscere ed evitare questi tentativi? E’ necessario maggiore coraggio nelle scelte politiche, che diano un ruolo attivo e di maggiore controllo alle comunità e le stesse comunità devono attivarsi per richiederlo.<br />
Alessandro Mencarelli<br />
Siena, 6 gennaio 2012 </p>

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				<title>Christian Vergalli e Roberta Pavarini ora sono amici</title>
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				<pubDate>Sat, 05 Jan 2013 20:13:17 +0000</pubDate>

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				<title>Antonio Ricci e Christian Vergalli ora sono amici</title>
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				<pubDate>Sat, 05 Jan 2013 19:00:44 +0000</pubDate>

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				<title>Christian Vergalli &#232; entrato nel gruppo Cultura</title>
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				<pubDate>Sat, 05 Jan 2013 18:48:40 +0000</pubDate>

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				<title>donato caporali &#232; entrato nel gruppo 10 cose e 100 proposte per le primarie e per il prossimo governo</title>
				<link>http://www.prossimaitalia.it/activity/p/40192/</link>
				<pubDate>Sat, 05 Jan 2013 07:57:08 +0000</pubDate>

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				<title>donato caporali &#232; entrato nel gruppo Prossima Fermata Arezzo</title>
				<link>http://www.prossimaitalia.it/activity/p/40191/</link>
				<pubDate>Sat, 05 Jan 2013 07:55:10 +0000</pubDate>

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