Prima gli elettori, lo dice anche Repubblica

19 gennaio 2012 in News

Dopo tanti mesi di lavoro, difficile e spesso frustrante, sembra che finalmente il tema delle primarie per i parlamentari inizi a squarciare il velo di indifferenza con il quale fino a ieri era stato coperto dai mass media. Lo fa in pompa magna, con un editoriale pubblicato in prima pagina sul numero di Repubblica di oggi, e firmato dal suo direttore, Ezio Mauro.

«Se l’intesa per una riforma non fosse possibile – scrive Mauro in conclusione del suo fondo – resta una strada, radicale e decisiva: il Pd, che le ha già sperimentate per la scelta del suo leader, decida che si impegna oggi stesso  -  se la legge non cambierà  -  a scegliere tutti i suoi candidati attraverso le primarie. In questo modo, restituirebbe da solo ai cittadini ciò che la “porcata” ha loro tolto. E diventerebbe l’apriscatole del sistema».

Come annunciato, venerdì e sabato la questione sarà portata all’attenzione dell’Assemblea Nazionale del Pd, attraverso un ordine del giorno che chiede al partito di occuparsene in modo non più aggirabile, e che testimonia il lavoro fatto da Prossima Italia sin qui. Una storia che inizia addirittura nel 2008, ai tempi del Pd di Veltroni, quando Pippo Civati per primo chiese le primarie per i parlamentari come cura contro il Porcellum. Il tema fu sottoposto per la prima volta al vaglio dell’assemblea nazionale del Pd alla fine del 2010, e dalla primavera scorsa è divenuto una campagna e  un lavoro sistematico, appassionatamente sposato dagli attivisti di Prossima Italia.

“Candidiamoci tutti, candidiamoci dappertutto”, diceva un post del giugno scorso, ed era la logica conseguenza di quanto emerso dalle amministrative, dal voto sui referendum, insomma dalla primavera arancione: la necessità di trovare uno sbocco alla partecipazione dei cittadini, anche nelle elezioni politiche future, in barba alla pessima legge elettorale. A luglio ci ritrovammo ad Albinea per il nostro annuale Campeggio del cambiamento, e in quella sede per la prima volta discutemmo di un possibile modello di regolamento. Nel mese di agosto, Prossima adottò il referendum di abolizione del Porcellum, e a settembre fece i banchetti – ma non solo -per raccogliere le firme: perché si trattava di una battaglia giusta, a prescindere da quello che poi è stato deciso dalla Consulta, e perchè era perfettamente in linea con i nostri principi. La campagna vera e propria l’abbiamo lanciata a fine ottobre, da piazza Maggiore a Bologna, poi per tutto novembre, nelle città italiane sono comparsi i banchetti di Prossima, ed è iniziata la raccolta delle firme per la petizione che prosegue tutt’ora, e che a dicembre è sbarcata anche on line.

Infine, arriviamo ai giorni nostri, a gennaio, all’appuntamento di Quarto che, dopo un eccellente lavoro di retrovia ha fatto incontrare tutti coloro che hanno lavorato su questa ipotesi e su come regolamentarla, giungendo infine a una preziosa sintesi e all’odg citato, il cui destino conosceremo sabato, Assemblea Nazionale permettendo. Di certo, dopo tutto questo lavoro, e pensando a quanto ancora ci attende – perché il difficile inizia adesso – da oggi siamo un po’ meno soli.

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