Ecco perché le primarie per i parlamentari sono importanti

1:07 pm in News da Samuele Agostini

La cronaca
Alla fine è andata bene. Il lavoro iniziato mesi fa da noi di Prossima Italia, e concretizzato sabato scorso a Quarto, ha dato i suoi frutti in Assemblea Nazionale, dopo che negli ultimi giorni anche Ezio Mauro aveva chiesto con forza al PD di pronunciarsi sulle primarie, e ieri si sono pronunciati a favore, sulla stampa, Prodi, Bersani e Letta.
Noi siamo andati in assemblea nazionale e abbiamo portato il nostro ordine del giorno. Con Rosy Bindi che diceva: “Cambiare la legge elettorale è la cosa prioritaria, fare le primarie è la subordinata, e a me interessa solo la cosa prioritaria”, e Bersani che garantiva: “Se la legge elettorale non cambierà, faremo le primarie”.
Noi abbiamo insistito con il nostro ordine del giorno sulle primarie, allora Bersani ha ripetuto più forte: “Sono il segretario del PD, la mia parola varrà qualcosa. Garantisco che se non cambierà la legge elettorale, si faranno le primarie per i parlamentari”. Aggiungendo: “Però le primarie da sole servono a poco. Pensate a questo Parlamento: se noi avessimo eletto i nostri con le primarie, Berlusconi avrebbe lo stesso portato i suoi nominati, e non sarebbe cambiato nulla”.
Finita la replica del segretario, Rosy Bindi chiede a Pippo Civati e Salvatore Vassallo di ritirare l’odg dopo le parole del segretario e Pippo ha risposto così: “Ritiriamo l’ordine del giorno, prendendo atto delle parole del segretario. Però vorrei ricordare che non ha senso contrapporre chi vuole le primarie a chi vuole abolire il porcellum, perché sono le stesse persone che hanno raccolto le firme per il referendum e per le primarie. E vorrei far notare che nel nostro ordine del giorno si parlava anche di regole, perché da tanto tutti dicono (a mezza bocca, ndr) che forse le primarie si faranno, ma un regolamento non c’è, quindi se si fosse votato a ottobre, ad esempio, le primarie non le avremmo fatte”.

Perché non basta
Bene, abbiamo portato a casa un grandissimo risultato. Però la vittoria suona un po’ amara.
Prima di tutto perché tutti ci fidiamo delle parole del segretario, però un conto è fidarsi del segretario, un conto deliberare in assemblea, visto che, tra l’altro, l’assemblea dovrebbe essere l’organo deliberante per statuto, e invece si viene via quasi sempre senza aver votato niente.
Poi perché la sensazione netta è che specie nelle prime file le primarie siano un amaro calice da bere per forza, ma che si vorrebbe evitare a tutti i costi, limitare il più possibile in tutti i modi.
Perché le primarie sono importanti (e i nostri dirigenti sono miopi)
Con parole più o meno diverse, molti di quelli delle prime file ripetono il loro mantra: “va bene, faremo le primarie, ma con tutte le cose più importanti che ci sono, perché stare sempre a parlare di primarie?”.
Mi ricordo che a ottobre, con Berlusconi che non si decideva ad andarsene, dissi lo stesso a Federico Russo. Federico, che di queste cose se ne intende, mi disse: “Perché l’Italia va così male perché il parlamento fa schifo. E il parlamento fa schifo per colpa del fatto è un parlamento di nominati. E la gente si allontana dalla politica perché sente che non ha più il diritto di eleggere i propri rappresentanti. E allora, per poter risolvere i problemi dell’Italia è prioritario restituire alla gente il potere di scegliere il proprio parlamento, rilegittimare il parlamento. Solo così potremo risolvere i nostri problemi”.
Cavolo, come avevo fatto a non pensarci da solo?
Rimane il fatto che molti di quelli delle prime file, questo ragionamento non sono capaci di farlo, o magari non vogliono farlo.
E, con buona pace del segretario, avere i nostri parlamentari eletti grazie alle primarie, rispetto agli altri “nominati”, avrebbe cambiato qualcosa, forse molto anche stavolta: primo, perché con le primarie, i nostri deputati e senatori si sarebbero sentiti più responsabilzzati, e avremmo limitato di tantissimo il fenomeno dei cambi di casacca (che ha colpito in modo significativo anche il gruppo PD). Secondo, e forse più importante: se il PD fa le primarie e gli altri no, il PD accumula un forte vantaggio competitivo sugli avversari, ma anche sugli alleati. Saremmo stati più credibili, ci avremmo guadagnato voti, qualcosa sarebbe cambiato. Noi avremmo avuto più senatori e il PDL meno senatori, noi avremmo avuto più deputati e l’IDV meno deputati e meno senatori, Di Pietro avrebbe contato meno, noi avremmo contato di più, e forse, tra i deputati dell’IDV non ci sarebbero stati Scilipoti e Razzi. Sicuramente tra i nostri deputati non ci sarebbe stato Calearo. Qualcosa sarebbe cambiato, forse molto sarebbe cambiato.
Le primarie sono più importanti della legge elettorale
Mi fido delle parole del segretario, ma temo che la “promessa” delle primarie sia una trappola. Magari non nelle intenzioni di Bersani, ma in quella di un po’ di gente che gli gira intorno.
La conclusione è stata: “prima di tutto dobbiamo cambiare la legge elettorale, se non ce la facciamo si fanno le primarie”.
Scusate, ma che conclusione è? Come la cambieremo la legge elettorale?
Il PD ha una sua proposta di legge, già presentata, che prevede che la maggioranza dei deputati sia eletta in collegi uninominali a doppio turno.
“Uè ragassi, siam pazzi? Vogliamo cambiare il porcellum col porchettum?”. Volete dire che se la proposta del PD divenisse legge elettorale, o se ci sarà una qualsiasi legge con collegi uninominali vogliamo evitare le primarie? Al contrario, in questo caso, le primarie sarebbero ancora più importanti.
Ma forse passerà un’altra legge elettorale, un sistema proporzionale, magari con sbarramento (alla tedesca) o con collegi piccoli (alla spagnola) per combattere la frammentazione e favorire le forze più grandi. Bene, anche in questo caso, come le facciamo le liste? Perché che si tratti di liste bloccate o che si possa dare una preferenza in una lista molto corta, le primarie restano importantissime, necessarie nel primo caso e decisive al 50% nel secondo, per poter scegliere chi ci rappresenta.
Quindi le primarie sono importanti, più importanti della legge elettorale, con buona pace dei nostri miopi dirigenti.
L’importanza delle regole
Infine la cosa su cui andare avanti ora: le regole. Cercatevi tutte le proposte di legge presentate o che girano sulla stampa. Cambia il sistema, cambiano i premi di maggioranza, ma c’è una costante: una lista bloccata, magari “nazionale”. Anche i nostri amati deputati, eletti (loro malgrado?) con il porcellum, tengono soprattutto a una cosa: che ci sia una quota di candidati, in posti sicuri o in collegi sicuri, senza le primarie. Perché le primarie è giusto farle, ma è meglio farle fare agli altri. Soprattutto se si è in parlamento da più di venti anni. Con che faccia si va a chiedere il voto alle primarie dopo la quinta legislatura? Alcuni non se lo ricordano nemmeno come si fa a chiedere il voto alla gente.
Allora si lavori sulle regole, da subito. Perché sia chiaro che i nostri deputati e senatori della prossima legislatura, saranno eletti se e solo se saranno passati al vaglio delle primarie. Senza eccezioni, indipendentemente dalla legge elettorale.
Intanto, mentre si parla di primarie per i parlamentari, domani (oggi) il PD farà le primarie per i sindaci in alcuni comuni: a Monza, a Lecce, a Cittadella, a Grugliasco, a Lissone, a Reggello. E domenica prossima a Parma. E in molti altri comuni.
Buona democrazia a tutti.