Libera Rete in libero Stato
10:47 am in News da Filippo Gallo
Da qualche tempo c’è un mondo in subbuglio. E’ quello di internet, che unisce nella grande protesta Google e Wikipedia e il piccolo utente domestico contro due tentativi di legiferazione sulla proprietà intellettuale, chiamati SOPA (sStop Online Piracy Act) e PIPA (protect Internet Protocol Act).
Di fatto nella richiesta del legislatore era chiara la volontà di porre un freno alla condivisione pirata di materiali, rendendo illegali pratiche molto comuni come lo streaming od addirittura il pubblicare link a materiale coperto da diritto d’autore. In seguito alle proteste (per dirne una, nessuno dei candidati presidenziali repubblicani si è detto d’accordo), l’atto è stato rinviato, in attesa di una discussione più condivisa nel tema. Dov’è la notizia?
Semplice: in Italia non poteva mancare un emulatore, peraltro alquanto maldestro. E’ l’Onorevole Fava (Lega Nord), che nella “volenterosa” traduzione del SOPA aggiunge anche ulteriori particolari che rendono il suo emendamento temibile e da non sottovalutare.I service provider di internet, nel suo disegno, diventano non solo poliziotti, ma anche giudici, poichè parte responsabile in seguito ad una segnalazione del titolare dei diritti, e non in seguito ad una decisione delle autorità competenti. E con la difficoltà tecnica oggettiva di imporre agli ISP (internet service provider) un controllo continuo dei contenuti di rete che è molto oneroso se non impossibile.
Per usare le parole di Guido Scorza, esperto legale di settore, “Si tratta di un’autentica forma di privatizzazione della giustizia che affida la libertà di manifestazione del pensiero sul WEB alla assoluta discrezionalità di soggetti privati: il segnalante, libero di chiedere la rimozione di ogni contenuto “sgradito” e il provider, obbligato ad assecondare la richiesta o ad assumersi in prima persona la responsabilità della eventuale effettiva illegittimità di un contenuto che non ha prodotto, non conosce, non può valutare e, soprattutto, che è soltanto un pugno di bit, rispetto a milioni di milioni che ospita sulle sue macchine e sui quali ha costruito il suo business”
Tutto ciò avviene oggi. Con il beneplacito del Ministro Enzo Moavero Milanese, e mentre l’Europa si interroga ancora sulla materia. Negli Stati Uniti sono riusciti a far cambiare idea sul SOPA; Prossima Italia si schiera contro il suo fratello perfido, l’emendamento Fava, che porterebbe la obsoleta rete italiana ancora più indietro di quanto non lo sia oggi.












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