Se L’Aquila va in Barca

14 giugno 2012 in News


Era marzo 2010, 11 mesi dopo il terremoto che colpì L’Aquila e altri 55 comuni il 6 aprile del 2009; ma anche tre settimane prima delle elezioni amministrative (nel capoluogo abruzzese c’erano le elezioni provinciali). 11 mesi dopo, venne in visita in città Stefania Prestigiacomo, l’allora ministro dell’Ambiente del governo Berlusconi. Si ricordò all’improvviso, che c’era un problema a L’Aquila e negli altri comuni del ‘cratere’, chiamato terremoto. E che c’era un problema enorme, immediato, chiamato macerie. Dopo 11 mesi erano tutte lì, circa 4,5 milioni di tonnellate. E disse che sarebbe arrivato l’esercito a toglierle tutte in un mese. Naturalmente quella, come tante altre mirabolanti dichiarazioni del suo capo di governo, Silvio Berlusconi, e del relativo sottosegretario, nonché capo Dipartimento di Protezione civile, Guido Bertolaso, rimasero tali: mirabolanti e temerarie dichiarazioni. Poi sappiamo come è andata, e molti di quei problemi sono ancora lì. Nel frattempo, però, a novembre 2011, è cambiato il governo, è arrivato quello dei tecnici, e tra loro, il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, che ha avuto l’incarico da Mario Monti, di seguire la ‘questione’ L’Aquila e comuni, terremoto e relativa ricostruzione.

Una cosa è certa, oggettiva e certificata numericamente, da quando è arrivato Barca, c’è stato un impulso forte, una notevole accelerazione, di quello che è stato il dopo terremoto del 2009, e delle relative dinamiche della ricostruzione. Fino ad allora ingessate da una farraginosa macchina burocratica, montata dalla coppia Berlusconi-Bertolaso con la legge 77/2009 (di conversione del decreto legge 39/2009, c.d Decreto Abruzzo), e con la scarsa energia del presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, che il 1 febbraio 2010, succedendo a  Bertolaso, è diventato Commissario delegato per la ricostruzione.

Martedì il ministro della Coesione territoriale ha presentato a L’Aquila lo stato di avanzamento delle misure urgenti per la semplificazione, il rigore, e il superamento dell’emergenza relativa al terremoto del 6 aprile 2009. La sintesi del lavoro dei primi cinque mesi del 2012, in relazione all’impulso apportato da Barca è rappresentabile dai numeri che seguono.

A L’Aquila nel periodo gennaio-maggio 2012 si sono aperti 621 nuovi cantieri per edifici privati classificati “E” (gravi danni strutturali), con un raddoppio rispetto al periodo agosto-dicembre 2011. Sempre a L’Aquila il numero delle domande di contributo per la ricostruzione degli edifici privati con gravi danni strutturali (“E”) approvate dalla Filiera  - Fintecna, Reluiss, Cineas – sono aumentate del 144% rispetto agli ultimi cinque mesi del 2011, con 3.108 pratiche con esito definitivo; l’importo dei contributi conseguentemente concessi dal Comune, ha raggiunto 855 milioni di euro, di cui più della metà solo nei primi cinque mesi dell’anno. Per gli altri Comuni del Cratere: 108 pratiche “E” approvate sulle 390 ricevute, per i 29 Comuni che si avvalgono della Filiera; stima di 175 approvate per gli altri 27 Comuni, in presenza di informazioni non ancora complete. Nuovi servizi per ottenere informazioni sullo stato delle proprie pratiche: un Ufficio relazioni con il pubblico; un numero verde; l’accesso alla Banca Dati Fintecna (sui contributi alla ricostruzione) sul sito istituzionale del Commissario delegato per la ricostruzione, e alla Banca Dati dell’Emergenza (su tutte le provvidenze per l’assistenza alla popolazione) sul sito del Comune dell’Aquila.

Quanto alla rimozione delle macerie pubbliche, 98 mila tonnellate sono state rimosse da gennaio, con un raddoppio rispetto agli ultimi 5 mesi 2011, e l’imminente introduzione di un sistema di tracciabilità dei rifiuti. Incentivati (con sanzioni) avvio e conclusione dei cantieri, ridotti i compensi degli amministratori di condominio, resa più competitiva la selezione di progettisti e imprese. Per quanto riguarda le white list – le liste certificate istituite per prevenire le infiltrazioni criminali e garantire l’affidabilità professionale delle imprese che vogliono proporsi per l’attività di ricostruzione – al 6 giugno, erano 235 le richieste di iscrizione pervenute.

È alla firma di Corrado Passera, ministro dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Decreto ministeriale che attiverà nuovi incentivi alle piccole e micro imprese dell’Aquila per circa 90 milioni di euro sotto forma di agevolazioni fiscali e contributive, con una riserva del 10% per il centro storico e del 20% per le nuove imprese. Fondi sbloccati da Passera, che rappresentano quelli che sarebbero dovuti essere della Zona franca (alla fine bocciata dall’Ue) e concessi sotto forma di ‘regime de minimis’.

Certo, molto lavoro c’è ancora da fare. Ma se il precedente governo avesse lavorato almeno con la stessa volontà nei precedenti 32 mesi lo stato della ricostruzione dell’Aquila e degli altri comuni sarebbe senz’altro molto più avanti. E il cambio di passo si è visto subito, anche per il fatto di coinvolgere direttamente più spesso il sindaco dell’Aquila, ovvero il comune con il maggior danno dei 56 colpiti. Certamente nell’accelerazione dei processi di ricostruzione ha anche pesato il know-how della macchina comunale oltre che di quella commissariale. Una conoscenza dei processi sviluppata nei tre anni, ma che è stata spesso ostacolata da motivazioni di carattere politico, da parte del commissario, seppur mascherata da tanti cavilli che spuntavano nella selva delle norme amministrative previste dalle decine e decine di Ordinanze della presidenza del consiglio, e che hanno solo appesantito una burocrazia della ricostruzione, di per sé già macchinosa. E se non c’è ancora una legge che dia certezze e chiarezza del quadro della ricostruzione, almeno c’è per ora all’orizzonte un riordino, modello Testo unico, di tutte le ordinanze e dei decreti commissariali emanati.

In cinque mesi sono stati fatti molti passi avanti. La maggior parte della stampa nazionale (tv e giornali), non ci ha badato molto. Forse perché avrebbe dovuto riaprire vecchi scenari di situazioni ricostruite ad arte, senza l’arte della ricostruzione, del precedente governo. Che sono stati possibili proprio grazie alla complicità frequente di quegli stessi media. Però avrebbe anche potuto riscattarsi, facendo ammenda, in un certo senso.

Mostrando come un buon amministratore della Res Pubblica dovrebbe occuparsi della Polis: studiando, compiendo azioni, risolvendo. E’ quello che ha fatto il ministro della Coesione territoriale da subito. Come da sua stessa ammissione c’è molto ancora da fare, ma se L’Aquila ancora non riesce a volare, almeno va in Barca.

3 responses to Se L’Aquila va in Barca

  1. E’ forse il miglior Ministro di questo Governo e mi auguro sia una risorsa anche per il futuro di questo nostro Paese.

  2. …e finalmente qualcosa si muove!

  3. Il Ministro Barca, senza tanta pubblicità oppiacea alla berlusconi, per L’Aquila sta facendo quello che B. non ha fatto in tre anni con il suo sodale berto laso. La politica dell’annunciò, forse è finita per sempre.

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