La guida completa ai referendum democratici
24 luglio 2012 in News

Lo Statuto del Partito Democratico – in particolare all’Articolo 27 – prevede, oltre ovviamente alle primarie, un altro strumento di partecipazione aperto a tutti gli iscritti, gli elettori e i simpatizzanti: e quello strumento è il referendum.
A differenza delle primarie, però, nei quattro anni di vita del Partito Democratico, mai nessun referendum è stato indetto.
A meno di un anno dalle elezioni politiche 2013, proponiamo quindi di convocare una serie di referendum che permettano a tutti gli elettori del Pd di esprimersi su tematiche politiche e di programma. Vediamo come.
Cosa serve per presentare i referendum?
I referendum possono essere chiesti, da Statuto, “qualora ne facciano richiesta il Segretario nazionale, ovvero la Direzione nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti, ovvero il trenta per cento dei componenti l’Assemblea nazionale, ovvero il cinque per cento degli iscritti al Partito Democratico”.
La nostra proposta è quella di raccogliere le firme presso almeno il 5 per cento degli iscritti.
A quanto corrisponde il 5 per cento degli iscritti?
Secondo una dichiarazione del responsabile nazionale organizzazione del Pd, nel 2011 gli iscritti erano 610mila. Questo significa che bisognerà raccogliere 30.500 firme circa.
Chi potrà votare ai referendum?
Questo è molto importante: la raccolta delle firme per chiedere il referendum può avvenire solo tra gli iscritti. Ma ai referendum potranno votare liberamente tutti gli elettori del Pd. Lo Statuto dice infatti che la proposta deve specificare “se la partecipazione è aperta a tutti gli elettori o soltanto agli iscritti”, e noi abbiamo optato per la prima formula, quella aperta a tutti.
Quando si terranno i referendum?
La nostra proposta è quella di abbinare il giorno dei referendum a quello delle primarie per il candidato premier e, come contenuto in una nostra proposta precedente, a quello per la scelta dei candidati al Parlamento. Nella speranza, ovviamente, che in questo modo i nostri elettori possano scegliere in un solo weekend candidato premier, candidato al Parlamento e programma di Governo.
A cosa servono i referendum?
Lo Statuto prevede referendum in forma deliberativa o consultiva. Noi proponiamo quella deliberativa. Significa che, se i quesiti verranno approvati dagli elettori, il partito dovrà adottare quei temi in agenda.
Chi promuove i referendum?
I referendum sono promossi da militanti del Partito Democratico presenti in tutte le parti del Paese, e la proposta è ovviamente aperta alla partecipazione di tutti coloro che vorranno offrirsi per dare una mano.
Vorrei aiutare, con chi mi posso mettere in contatto?
A breve pubblicheremo un elenco di referenti locali, con i rispettivi recapiti, divisi per zona. Ovviamente è possibile dare la propria disponibilità a fornire un aiuto, o a coprire zone scoperte, scrivendo ai diretti interessati o alla nostra mail.
Non sono iscritto, ma vorrei comunque dare una mano sin da ora, come posso fare?
Per prima cosa, potresti tesserarti al Pd, nel circolo a te più vicino. In alternativa, puoi comunque spargere la voce, o metterti in contatto con i referenti della tua zona per aiutare con il lavoro di contatto con gli iscritti. Infine, potresti contribuire alle spese che affronteremo – e che saranno interamente autofinanziate – facendo una donazione qui.
E’ possibile firmare on line?
Purtroppo questa possibilità al momento non è prevista, ma è comunque possibile scriverci per segnalare la propria adesione – indicando anche il numero di telefono – ed essere ricontattati nel più breve tempo possibile.
Perché chiedere i referendum?
Per lo stesso motivo per cui chiediamo che i nostri elettori possano votare alle primarie per i candidati alla premiership e al Parlamento: perché in una situazione di grave crisi del Paese, crediamo sia utile che il Partito Democratico usi tutti gli strumenti della partecipazione, coinvolgendo la sua base e precisando la sua proposta, oltre che i suoi interpreti, facendola uscire dalle sole logiche politiciste.
Quali sono i quesiti?
Nei giorni scorsi abbiamo fatto alcune proposte e aperto una riflessione allargata sui temi che ci sembravano più importanti per la proposta politica del Pd. Tra questi, i diritti civili e il matrimonio gay, la riduzione dell’Irpef attraverso un’imposta sui patrimoni, un quesito sui grandi temi ambientali del Paese, la riduzione della spesa militare, il reddito di cittadinanza, la corruzione e la riforma della politica, e infine un quesito di indirizzo politico, dedicato all’alleanza con l’Udc e altre forze già al Governo con il centrodestra negli ultimi vent’anni. Proprio in questo momento una serie di esperti nei vari temi sta valutando la fattibilità dei quesiti e lavorando a una loro formulazione ufficiale e ammissibile. Contiamo di pubblicarli il prima possibile.












Giacomo Cossa said on 24 luglio 2012
Grandissimi!
Forse è la volta che mi iscrivo davvero al PD.
Davide said on 24 luglio 2012
E proviamoci! E’ una delle poche possibilità per far diventare il PD un partito che possa davvero cambiare l’Italia. Aggiungerei però anche un quesito (non so come strutturarlo) che vincoli il PD a fare una campagna seria sui costi della politica (in particolar modo stipendi parlamentari e consiglieri regionali). Così oltre a porre un altro tema ineludibile riusciremmo anche a coinvolgere molte più persone e a spezzare l’immagine (purtroppo vera) del PD come uno partiti procasta.
angelo said on 24 luglio 2012
Sento un rumore di frana da macerie .
Chissà che non emerga l’ultima mia tessera, rimasta tra le macerie di Berlino e le macerie dei Primaya degli ultimi 22 anni.
Roberto Pinto said on 24 luglio 2012
Domanda: esistono i regolamenti attuativi dello strumento referendario previsto dallo Statuto (all’art 28, non 27, correggete)?
Senza di essi non è possibile alcuna raccolta di firme e nessuna approvazione dei quesiti da parte della Commissione nazionale di garanzia.
Articolo 28.
(Referendum e altre forme di consultazione)
1. Un apposito Regolamento quadro, approvato dall’Assemblea nazionale con il voto favorevole
della maggioranza assoluta dei suoi componenti, disciplina lo svolgimento dei referendum interni e le altre forme di consultazione e di partecipazione alla formazione delle decisioni del Partito, comprese quelle che si svolgono attraverso il Sistema informativo per la partecipazione.
2. È indetto un referendum interno qualora ne facciano richiesta il Segretario nazionale, ovvero il Coordinamento nazionale con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei suoi componenti,
ovvero il trenta per cento dei componenti l’Assemblea nazionale, ovvero il cinque per cento degli iscritti al Partito Democratico.
3. La proposta di indizione del referendum deve indicare: la specifica formulazione del quesito; la natura consultiva ovvero deliberativa del referendum stesso; se la partecipazione è aperta
a tutti gli elettori o soltanto agli iscritti.
4. Il referendum è indetto dal Presidente dell’Assemblea nazionale, previo parere favorevole di legittimità della Commissione nazionale di garanzia, sulla base di uno specifico Regolamento approvato dal Coordinamento nazionale.
5. La proposta soggetta a referendum risulta approvata se ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi.
6. Il referendum interno può essere indetto su qualsiasi tematica relativa alla politica ed all’organizzazione del Partito Democratico. Il referendum può avere carattere consultivo o deliberativo.
Qualora il referendum abbia carattere deliberativo, la decisione assunta è irreversibile, e non è soggetta ad ulteriore referendum interno per almeno due anni.
7. Le norme dello Statuto, fatto salvo quanto previsto all’articolo 43, comma 3, non possono essere oggetto di referendum.
Prossima-Italia said on 24 luglio 2012
Roberto, l’articolo è 27, come riportato sul sito del Pd: http://www.partitodemocratico.it/doc/100454/statuto-del-partito-democratico.htm Probabilmente hai una versione precedente alle ultime modifiche attuate dall’apposita commissione, che risalgono al 2010. No, il regolamento attuativo in quattro anni non è mai stato fatto, scandalosamente. Abbiamo chiesto ai migliori esperti in assoluto di questi temi di prepararne uno, che proporremo al partito contestualmente alla consegna delle firme.
Pietro Mineo said on 25 luglio 2012
Sono d’accordo nel fare i referendum non solo per poter cambiare alcune politiche che ci allontanano dalla civiltà e dal progresso, ma anche per ridare voce e potere agli iscritti e simpatizanti del partito, e inoltre ve lo immaginate , saremmo l’unico partito che da voce ai propri elettori mentre gli altri si chiudono nei palazzi…farebbero molto bene al PD, disponibile a raccogliere le firme.
Matteo'70 said on 25 luglio 2012
Sono favorevole alla patrimoniale,
ma contestualemnte chiedo abolendo quella sconcia legge Merlin che ha il solo effetto di deturpare intere zone del nostro paese e di consegnare alla criminalità migliaia di sventurate e lauti profitti non si potrebbe trovare il sistema di far entrare nelle casse statali qualche altro miliardo
Marco Barchetti said on 25 luglio 2012
Sono molto favorevole a patto che i quesiti siano formulati in maniera molto chiara e concreta, niente politichese per intenderci nè cerchiobottismi. Se non vogliamo estinguerci dobbiamo darci una mossa e riprendere a fare Politica vera, che voglia risolvere i problemi non solo fare analisi e commenti.
Simone Campus said on 25 luglio 2012
naturalmente sosterrò questa iniziativa … e mi rendo disponibile a lavorare nella mia città
Franco Apa said on 25 luglio 2012
Sono favorevole al referendum sull’introduzione di una tassa patrimoniale sulle grandi ricchezze, sia immobiliari che finanziarie. Riguardo al referendum sulla riforma della politica, introdurrei anche i quesiti sull’approvazione di una legge che assicuri attività democratiche e trasparenti (ad es. contabilità certificata e supervisionata dalla Corte dei Conti) all’interno dei partiti e la partecipazione di tutti gli iscritti e simpatizzanti e di una legge che assicuri l’abbattimento dei costi diretti ed indiretti delle attività politiche
pina said on 25 luglio 2012
Mi pare il minimo che si possa fare dopo la squallida direzione nazionale .
La parola D del nostro partito richiama sempre più a ben altro significato che quello di DEMOCRATICO .
Sono quindi disponibilissima a dare una mano nel mio territorio ma non ho outlook come server di posta . mi contattate voi x favore ?
grazie .
Walter Rapetti said on 25 luglio 2012
E’ un’ottima iniziativa, che farebbe tanto tanto bene al Partito, a tutti i livelli!
Andrea Santini said on 26 luglio 2012
Proviamoci senza se e senza ma……
Andrea Santini
s.ara said on 27 luglio 2012
nota tecnica: nei link per raggiungere indirizzi mail ai quali scrivervi per dare disponibilità, idee, etc NON mettete in automatico l’apertura di Outlook, perchè io non lo uso più da tanto tempo, e come me, credo tanti altri. Metteteli in chiaro, se potete. Saluti e buon lavoro
Roberto said on 27 luglio 2012
Chiara, outlook si apre a te, che lo hai configurato per rispondere all’url “mailto:…”, a me si apre gmail.
Maurizio Ricciardelli said on 29 luglio 2012
Ottima iniziativa. Ritengo molto importante sostenerla
Coloregrano said on 6 agosto 2012
Ottima iniziativa, ma mi pare resti fuori il tema centrale che oggi ci troviamo ad affrontare. Ovvero il posizionamento nei confronti dell’Europa: c’è qualcuno che ha il coraggio di dire che senza l’Unione politica dell’Europa non si va avanti? C’è qualcuno a cui interessa sapere cosa ne pensa l’opinione pubblica? C’è un’opinione pubblica che ha un’opinione in merito?
Prossima-Italia said on 6 agosto 2012
Credo sia l’unico punto sul quale tutto il Pd è d’accordo…
francesco said on 12 settembre 2012
ottima iniziativa, aggiungiamo uno sulle rca auto .