Alla Fonderia per parlare di Bellezza, con Carlin Petrini

18 settembre 2012 in News

Questo sabato, 22 settembre, terremo a Milano un incontro sulle bellezze italiane, intese come quell’iniseme di sensibilità, gusto, modus operandi che nei secoli hanno plasmato il nostro modo di vivere, il nostro paesaggio e hanno prodotto le nostre “estetiche quotidiane”, così famose e così popolari ma da noi così poco valorizzate e troppo spesso, purtroppo, date per scontate.

L’appuntamento sarà ospitato alla Fonderia Napoleonica di via Thaon di Revel 21 a Milano (MM Zara – linea 3); dalle ore 10,30 ne parleremo con Carlo (Carlin) Petrini (presidente di Slowfood), Stefano Boeri (assessore alla cultura del comune di Milano), Paolo Pileri (docente del politecnico di Milano), Costanza Pratesi (responsabile ambiente e paesaggio del FAI), Valeria Santurelli (Italia Nostra) e con Giuseppe Civati (consigliere regionale del Pd in Lombardia).

Partiamo dal paesaggio perché “è il grande malato d’Italia” come ci dice nelle prime righe Salvatore Settis nel suo ultimo libro “Paesaggio costituzione cemento”.
Il paesaggio italiano è stato per 400 anni l’identità del Paese ed era, ancora in parte è, spettacolare, teatrale, ha ispirato e influenzato la cultura europea per molto tempo, poi forse per come lo abbiamo trattato da un centinaio di anni in qua, abbiamo iniziato a giragli le spalle e a chiudere lo sguardo.

Così oggi attraversando le nostre città, le nostre campagne e i nostri litorali troppo spesso non facciamo più caso all’enorme bellezza che ci accompagna così come alla altrettanto grande mole di brutture che spesso costellano i nostri tragitti quotidiani, forse è per questo che siamo distratti e non guardiamo più quello che ci circonda. Eppure, nonostante gli scempi, questo è uno dei nostri migliori patrimoni.
Certo oggi non lo possiamo più guardare con le lenti dell’800: contemplative, bucoliche e mecenatistiche; ne con quelle del ‘900 come territorio da sfruttare, consumare in nome di uno sviluppo disordinato e vitale ma incosciente.

Oggi dobbiamo probabilmente tornare a riallargare lo sguardo verso il paesaggio italiano con delle lenti nuove che consentano da un lato di fermare gli scempi, dall’altro di capire come può diventare una delle nostre più importanti risorse.
Un primo passaggio è quello, dunque, di ridurre il consumo di suolo; il referendum proposto sul tema vuole essere uno degli strumenti per favorire questo processo: rallentare il consumo di suolo è una condizione che ci consentirà di riflettere su come usare il suolo così risparmiato al cemento.
Contemporaneamente vanno individuate strategie, sinergie e idee che consentano di rivitalizzare il paesaggio italiano, ecco il senso di questo primo incontro dove realtà importanti che si occupano da prospettive diverse di paesaggio, il FAI (Fondo Ambiente Italia) e Slowfood ne discuteranno insieme.
Il paesaggio dunque va raccontato di nuovo, va ritrovato come luogo di natura ma anche di agricoltura e come luogo che ci racconta storie di artigianato secolare, di produzione di prodotti unici e naturalmente come luogo che accoglie le città, parti integranti del paesaggio italiano.

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