Come volevasi dimostrare

1:23 pm in News da Paolo Cosseddu

Premesso che ovviamente è prematuro parlarne, premesso che ovviamente i sondaggi hanno un valore indicativo e non di rado vengono smentiti, premesso che le differenze sono minime, premesso tutto quanto, come volevasi dimostrare, ecco il sondaggio pubblicato oggi da Repubblica in cui si dimostra non solo che mollare l’alleanza naturale con centrosinistra al Pd non porterebbe vantaggi, ma al contrario costerebbe qualche voto alla coalizione tutta.

E se l’obiezione è quella per cui bisognerebbe considerare tutte queste forze insieme, da Fini e Casini a Vendola, bisognerebbe spiegarlo innanzitutto ai primi, che rifiutano di apparentarsi col Pd, figuriamoci con Sel. Per cui, in concreto, un’ipotesi esclude l’altra, tertium non datur.

Quindi, ricapitolando, la pezza d’appoggio che sosteneva tutta l’impalcatura teorica, la proiezione sondaggistica, non regge. Anche il versante del richiamo alla salvezza nazionale, alle chimeriche riforme, a quanto pare, presenta qualche problema, come scrive oggi Civati facendo l’elenco delle bazzecole che ci separano dai compagni del terzo polo: nucleare, diritti civili, scuola pubblica, rendite, acqua, precariato. Tutte cose che si possono verificare ad esempio qui, sul programma di governo dell’Udc.

Sì, perché a dispetto di tutto quanto esposto, e a dispetto avvicinamenti in corso di ben altro segno, la novità del giorno pare essere la concretizzazione dell’ipotesi – inseguita da un Pd che sacrifica la candidatura di Bersani alla premiership nella perenne ricerca di un clone prodiano, brutta copia dell’originale –  di un governo Casini. Di nome e di fatto.