Il dovere di provarci
9:06 pm in News da Samuele Agostini
Da quando ho avuto modo di conoscerlo, ho sempre pensato che Francesco Costa è uno dei “miei preferiti”, uno di quei pochi che, quando li leggi, pensi che abbiano scritto le cose che pensavi anche tu, però messe in ordine, pensate meglio.
Oggi non è così, e non mi lascerò sfuggire l’occasione di provare a convincerlo, come egli stesso chiede. E magari, con Francesco Costa, possiamo provare a convincere molti dei nostri dirigenti che sul tema delle alleanze mostrano una forte distonia con i militanti e la nostra gente.
Francesco, sul post, fa un ragionamento semplice: anche se le elezioni andranno bene, con tre poli, la maggioranza al Senato non l’avremo comunque, allora tanto vale fare subito la grande alleanza, così la sottoponiamo al consenso degli elettori, siamo più chiari.
Per me non è così. Ecco un po’ di perché:
1) E’ un errore politico, perché abbiamo il dovere di provarci. Abbiamo il dovere, di fronte al Paese, di fare un programma chiaro, un programma riformista, con i nostri alleati naturali, di avere un nostro candidato premier. Se e solo se non avremo la maggioranza sulla nostra proposta politica siamo legittimati a fare una grande alleanza, da Fini a Vendola (provo a spiegarlo meglio al punto 4).
2) E’ un errore tattico, perché con la grande alleanza mettiamo piombo nelle ali del centrosinistra, e piombo nelle ali del terzo polo. Molti elettori di centrodestra delusi da B., se costretti a scegliere tra stare ancora con un B. invecchiato male, o un Fini antiberlusconiano alleato di Vendola, sceglieranno a malincuore la prima opzione. E’ un errore tattico anche perché, oltre a favorire l’antipolitica e l’astensionismo, una grande alleanza indurrebbe in molti elettori di sinistra a votare l’Unionciona turandosi il naso e, tanto per far vedere che la sinistra c’è, scivolerebbero dal PD a SEL. Così, più di tutti, ci perderebbe proprio l’unico Partito serio e di governo che c’è oggi in Italia, che (nonostante tutto) è sicuramente il PD.
3) E’ sconveniente dal punto di vista numerico: allearsi prima vuol dire vanificare il premio di maggioranza alla Camera e (e in parte anche al Senato). Il risultato è che avremmo meno deputati e senatori che sostengono l’eventuale governo di grandi intese, e soprattutto che avremo meno parlamentari del centrosinistra; avremmo, comunque una destra molto forte in Parlamento e, un giorno dopo che B. si leva di mezzo, nessuno ci garantisce che i deputati del terzo polo, in parte eletti grazie al nostro premio di maggioranza, non tornebbero ad allearsi con un PDL post-B., ovvero con i loro alleati naturali.
4) Per me non ha senso dire che se vogliamo fare una grande alleanza, da Fini a Vendola, dobbiamo prima chiederlo agli elettori, perché una grande alleanza ha senso se e solo se siamo una condizione di emergenza democratica. L’emergenza democratica ci sarà se (e solo se) dopo le elezioni non avremo una maggioranza chiara e solo allora, secondo me, siamo legittimati a dire ai nostri elettori: riduciamo il programma, cambiamo le regole, sistemiamo un po’ i conti e tra un paio di anni vi diamo la possibilità di scegliere tra un centrosinistra riformista di governo, ed un centrodestra moderato e liberale di governo, anzichè tra una ammucchiatona e una destra populista-velinara.
5) Infine, se per quanto sopra fare l’unionciona pre-elettorale è già sbagliato alle condizioni di oggi, invito Francesco (e tutti noi) a valutare uno scenario possibile: B. è costretto a lasciare perché le condizioni politiche, giudiziare o di salute lo costringono a farsi da parte. A quel punto, la vittoria alle elezioni, con tre poli, ce la giochiamo noi e il “terzo polo”, e PDL e Lega sarebbero relegati in terza posizione, come sarebbe in ogni Paese normale. Vogliamo rischiare di regalar loro uno spazio politico immenso, di dar loro l’esclusiva dell’opposizione?
Insomma, credo che noi dobbiamo chiedere (e fare) più politica e meno tattica, più programmi e meno alleanze. E stavolta la buona politica è anche tatticamente conveniente. Dobbiamo sempre per forza scegliere l’opzione Tafazzi? Convinti?












Sinceramente, al di là di un interesse sociologico, non riesco a capire il senso del dilemma circa il fatto se il bunga-bunga faccia o non faccia calare i consensi per il premier.
Una porcata è sempre una porcata, a prescindere dal modo in cui, complici un’informazione manipolata e schiere di lacchè, venga percepita dall’opinione pubblica.
Qui siamo di fronte ad un delinquente che pretende di farla franca perché “voluto dal popolo”, ad un parlamento che si arroga il diritto non suo di stabilire quale debba essere il giudice naturale e che è lì pronto ad approvare una qualunque porcata che possa salvare il capo; alla teorizzazione della disuguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, a minacce nemmeno più tanto velate di ricorrere alla piazza per impedire ai giudici di fare il loro dovere; e stiamo a chiederci ed a discutere se tutto questo schifo toglie o non toglie consensi a chi ne è responsabile.
C’è una cosa che mi fa più orrore di Berlusconi,: il berlusconismo non solo dei servi del padrone, ma che si va diffondendo anche tra i cosiddetti “benpensanti” di destra, di centro e di sinistra.
@Samuele una conseguenza positiva del sondaggio è che adesso Pigi non ha più ragione di temere le primarie…
@Giorgio sono molto d’accordo. Dobbiamo recuperare gli indecisi e gli astenuti e lo facciamo con le idee non con le alleanze
@Emanuele: sono molto d’accordo, il punto è proprio governare per 5 anni.
@samuele
senza entrare in merito a considerazioni statistico matematiche
basta il numero degli indecisi per far perdere di significatività i dati.
ed è sul numero degli indecisi che si deve puntare.
chi considera la politica alla stregua del tifo non credo possa cambiar idea mente è chi non ha ancora trovato un modello accettabile che può esser coinvolto da programmi validi specialmente se presentati da chi dotato di comunicatività.
@Giorgio sono molto d’accordo. Dobbiamo recuperare gli indecisi e gli astenuti e lo facciamo con le idee non con le alleanze
Non dipende da quanto sono amici i sondaggisti, come si vede da queste analisi di Termometro Politico – http://www.termometropolitico.it/tabella-sondaggi.html – è una tendenza consolidata. Chiara. Interrotta solo dalla Fiducia del 14 Dicembre. Che, non correi lo scordassimo, è stata ottenuta a forza di bigliettoni verdi.
Dal sondaggio di Pagnoncelli, come da quello di Diamanti a Dicembre, si vede come il Terzo Polo massimalizza i consensi se corre da solo. Lo si può notare in molti consensi. Alla nostra parte politica interessa avere un Terzo Polo gonfio? Si, perché significa che sono riusciti ad intercettare il voto in uscita dal PdL.
Anche Euromedia (i preferiti di Berlusconi) da la coalizione di centrosinistra sopra il 40% per la prima volta. Ora la distanza secondo loro sarebbe di 3 punti mentre 10 giorni fa era di 6. Cosa vuol dire se siamo sopra il 40% come centro sinistra? Che ci espandiamo. Alle politiche del 2008 PD+IdV erano al 38%.
Sempre Euromedia ha dato un crollo nella fiducia di Berlusconi di 9 punti, dal 60% al 51%, in 15 giorni. A dimostrazione che non è vero che le vicende sessuali non intaccano il consenso dello zoccolo berlusconiano (da considerare che sono gli unici che lo danno sopra il 50%).
I numeri sono strani e difficili anche da commentare. Come diceva Pagnoncelli ieri sera non hanno nemmeno la funzione di dire come andranno le elezioni ma solo di fotografare l’attuale. Però, è strano, sembra quasi che siamo un po’ infastiditi che i sondaggi ci iniziano a dire bene. In generale abbiamo ridotto la distanza con il centrodestra berlusconiano e abbiamo la possibilità di vincere.
@ Samuele.
Beccati questo.
http://affaritaliani.libero.it/politica/sondaggio_piepoli_esclusiva_fiducia_berlusconi_napolitano090211.html
Dirai, Affaritaliani non è imparziale. Ballarò invece sì. In ogni caso sotto elezioni, con il viagra televisivo, Berlusconi è forte come sotto le coperte. Ricordati che l’ultima volta Prodi era dato per stravincente nei sondaggi.
Se l’obbiettivo è vincere le elezioni tanto di cappello al tuo editoriale. Se l’obbiettivo è vincere per poi governare 5 anni allora vediamo di non rifare sempre gli stessi errori.
Le critiche che ti sono giunte non riguardano la tua allergia per la grande coalizione, che non piace a nessuno, quanto il tuo superficiale richiamo a degli alleati naturali. Che sarebbero poi quei gemelli di sangue che con le loro bizze ci hanno regalato gli ultimi anni di Berlusconi.
@Emanuele: sono molto d’accordo, il punto è proprio governare per 5 anni.
Per favore rileggete tutti i vostri commenti.
Magari chi dice più programma e meno alleanze si rilegga anche la nota (io concordo al 100% tanto per essere più chiaro).
Poi guardate il sondaggio di ieri presentato a Ballarò.
http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=4403
Volete ancora la grande alleanza? Allora siete masochisti.
Samuele i risultati del sondaggio sono positivi e ne sono contenta. Fosse finalmente giunto il momento del pensionamento del Berlusca! Affidarsi però adesso ai sondaggi è un po’ come guardare nella boccia di cristallo…Rischiamo di cercare soprattuto la conferma delle nostre aspettative. Io non penso che il centro destra sarà così folle, se i risultati di questo sondaggi si mantenessero costanti, di candidare Silvio… Mettiamo che l’Europa da qui a poco ci imponga una manovra correttiva pesante, mettiamo che debbano essere fatte delle scelte dure e che il centro-destra candidi Tremonti (il quale oggi viaggiava intercity in seconda classe e ha protestato perchè non c’era l’acqua nei bagni – ha iniziato la sua campagna). Tutti i sondaggi sarebbero da rifare e non sarebbe proprio certo cosa farebbe Casini… Io mi auguro proprio che lasciamo da parte le alleanze per un attimo e ci concentriamo sulle cose da fare. Il 24 marzo la Germania potrebbe imporre all’Eurozona il pareggio di bilancio. Un cambiamento epocale per l’Europa e sopratutto per noi. Una volta tanto, facciamoci cogliere preparati…
@Samuele una conseguenza positiva del sondaggio è che adesso Pigi non ha più ragione di temere le primarie…
Ieri sera Ritanna Armeni si domandava su facebook: ‘a quanto pare Berlusconi nei sondaggi va bene. Dove abbiamo sbagliato?’ (114 risposte, ne consiglio la lettura). Oggi l’intervista di Matteo su La Stampa che dice è sbagliato pensare di abbattere Berlusconi per via giudiziaria (e lui è andato ad Arcore a cena). Domenica invece Pippo era a firmare per le dimissioni di Silvio ad Arcore. Nel frattempo D’Alema e vari insistono con la mega alleanza (anche se tra poco rischiamo di allearci con il cadavere politico di Fini), Samuele dice che abbiamo alleati naturali… nel mezzo programmi e proposte difficilmente individuabili e veicolate male. A me non sorprende proprio che Berlusconi non sia crollato nei sondaggi. Noi sembriamo una Babele… Tornando a Pippo e Matteo, semplificando a me pare che Pippo incarni l’erede della tradizione dei Ds, Matteo quella della Margherita. Se non riescono loro a fare una sintesi delle due tradizioni verso una visione unificante, moderna e entusiasmante per la sinistra del nuovo secolo, chi potrà riuscirci? Attualmente, vedete qualcun altro all’orizzonte? Da elettrice del Pd, a tutti e due io chiedo meno Arcore e più visione… Su questo hanno proprio il dovere di provarci
la sera della manifestazione no berlusca a milano a la 7 hanno fatto ascoltare le dichiarazioni di alcuni dei partecipanti ed in particolare una è significativa per capire il motivo della tenuta di b. ed è quella di milva: chi vota b è idiota.
poi la domenica mi è capitato di ascoltare alcuni di quegli “idioti” di milva ed i commenti erano sempre i soliti : ce l’hanno con lui da anni tutti conto di lui ci si mettono in tanti contro di lui ma tanto non ce la fanno non riescono a batterlo con le elezioni e così via.
a parte ricordare ad una milva che non riuscire a convincere un idiota significa aver un EEG piatto quando si darà ascolto ad uno che la destra la ha battuta e per di più in casa sua ossia massimo caciari?
quando è che la smettiamo di far pubblicità a b?
siamo poi smemorati se non ricordiamo le parole del divino giulio “di me parlatene bene o parlatene male l’importante è che ne parliate” ed che la peggior calamità che può capitare a b è di metterlo in ignore?
si deve provare ma non sul terreno in cui b è maestro.
si deve fare un programma e poi trovare due max 3 voci sulle quali battere.
sul portavoce c’è un solo nome.
in questi giorni sembra si sia lanciato fassina ma ci si è dimenticati ti fargli fare un corso di dizione da gigi proietti.e piaccia o meno l’unico programma vincente deve battere suile tasche vuote degli italiani e l’unico nome possibile è renzi.
@adriana galgano
Se hai voglia di continuare, qui ci sono (in fondo all’articolo) i link delle sintesi dei documenti approvati dall’ultima assemblea nazionale di Roma. Gli originali, sul sito del PD, non sono riuscito a trovarli.
E’ una lettura più leggera in quanto si tratta (fortunatamente di sintesi).
Se ho ben capito, dovrebbero costituire i punti di un programma di governo da discutere con i possibili alleati.
Buona lettura!
http://www.unita.it/italia/bersani-lancia-l-agenda-br-di-governo-italia-al-centro-1.270230
P.S. Per inciso, concordo pienamente con le tue osservazioni.
Certo che ci vogliono le alleanze, ma le alleanze vengono dopo la proposta politica. Proprio nella proposta politica deve venir fuori la forza e non la debolezza del Pd.
L’attuale governo non è in grado di offrire risposte efficaci alle necessità del Paese, la credibilità di Berlusconi è diminuita per la distanza tra promesse e realizzazioni, ma il Pd non riesce ad approfittarne.
Certo costruire una offerta politica adeguata ai tempi anche per il Pd, non è una impresa facile, destinata anche a suscitare forti conflitti interni. la cultura politica e il radicamento sociale e territoriale debbono far nascere le domande giuste e le risposte giuste.
Ricordando che la sicurezza della vita è il primo diritto di libertà per il cittadino comune. Se, infatti, dovesse venir meno questa sicurezza, cosa servirebbe parlare poi di tutto il resto.
Le proposte politiche dovrebbero essere volte per prima cosa a questo, poi al resto. Non avrebbe nessun senso dare un benessere e non garantire una certezza di vita intossicando tutto, dall’aria che respiriamo ai valori di convivenza.
Meditiamo su questo, e faremo domande giuste pretendendo risposte giuste.
Il problema è che non è detto che il centrosinistra vinca le elezioni da solo, e in tal caso sarà il centrodestra ad allearsi col Terzo Polo.
I rischi ci sono in entrambi i casi: se si vince col Terzo Polo, quanto durerebbe il governo? Si riuscirebbe davvero a evitare un ritorno di B.?
Il punto secondo me è che si dovrebbe partire alleandosi con IDV e SEL, e poi si valuterà l’opzione Terzo Polo (che dipende anche da quest’ultimo). In ogni caso un’alleanza forte e stabile creerebbe già le fondamenta per un’alternativa di governo.
Peccato che per ora mi pare si guardi PRIMA al Terzo Polo, poi IDV e SEL si vedrà, e forse sono anche considerati sacrificabili se non piacciono a Casini.
Creare subito un’alleanza di centrosinistra sarebbe anche utile a sfruttare la situazione, che spero si prolunghi, di un Berlusconi costretto a raccattare voti e a muoversi nel pantano.
Inoltre, nei prossimi mesi si potrebbe palesare l’inadeguatezza dell’economia italiana, che non si riprenderà come le altre ma continuerà a vivacchiare come faceva prima della crisi, con l’aggravante di severe regole di bilancio date dall’Unione Europea.
Meglio ci sia un governo Berlusconi ad affrontare le conseguenze dei suoi errori, piuttosto che un governo di centrosinistra che gli tolga le castagne dal fuoco (come ha già fatto in parte Prodi).
@emanuele
sempre interessante e chiaro ichino.
esiste un “problema” burocrazia che blocca l’iniziativa e le stesse liberalizzazioni volute da bersani non è che a sinistra abbiano suscitato poi tanti esntusiasmi.
è assurdo e pure masochista sia pagare una corsa in taxi 4 volte di quanto si paghi in germania così come per una azienda non aver tempi certi per ricevere tutte le autorizzazioni necessarie se vuole aprire nuove iniziative o se vuole allargare quelle attuali (senza tralasciare il pericolo di sospensione lavori decisa da qualche pretore politicizzato).
ora lo stesso pietro ichino afferma “Una sua riscrittura parziale sarebbe opportuna per introdurre nella Carta un principio che fa già parte della nostra “costituzione materiale”, ma era stato sottovalutato dai padri costituenti: quello che viene comunemente indicato con l’espressione “antitrust” e che ha come corollari la tutela della libertà di concorrenza nei mercati e la necessità di scioglimento dei monopoli in tutti i casi in cui questo è materialmente possibile”.
ma come la proposta ichino sulla legislazione del lavoro ha avuto bisogno di un marchionne per esser digerita a sinistra (e non da tutti) anche questa realistica visione sull’economia ha bisogno di uno shock per esser digerita tant’è vero che nel direttivo di malpensa fiere non è stato affrontato e nel documento linkato da mario krogh non c’è traccia di questo problema.
Giorgio, se hai voglia leggi Ichino:
http://www.pietroichino.it/?p=8773
non credo sia ottusità.
Mario Krogh: grazie per il link… ho voluto torturarmi un po’ e ho letto il programma relativo alle pmi e al mezzogiorno…In effetti mi domandavo come mai i documenti fossero sul sito da ottobre-novembre e solo poche migliaia di persone li avessero consultati. Mario, io leggendo i due programmi, non ho capito molto… Premesse verbose e linee di azioni riassunte (e sono generosa) probabilmente male. Ecco, come piccolo esempio, un estratto di quanto si afferma a proposito del credito delle PMI (problema enorme): ‘…Per questo, oltre agli strumenti di intervento fiscale (cfr. Documento sulla Riforma del Fisco), proponiamo: • Potenziamento dei CONFIDI; • Fondi di garanzia territoriali e Fondi regionali di microfinanza pubblico/privato: destinati al credito per le PMI del territorio, alimentati con l’emissione di obbligazioni e azioni da parte delle aziende nei distretti e nelle reti (Finanziaria 2009); Fondi regionali di venture capital come quelli sperimentati in Francia sul capital gain; … (fondi di venture capital sul capital gain???? Qui il concetto è decisamente criptico…)
Al di la’ che devono aver cancellato qualche informazione importante per la comprensione, mi domando ma il lettore medio, imprenditore o no cosa capisce?
Io ho l’impressione che nello scrivere questi programmi non si sia pensato che qualcuno li dovesse leggere e soprattutto capire… Io credo che alle domande che ho fatto nel post precedente ci debbano essere delle risposte più chiare e semplici.
Sono d’accordo che manca l’anima… o meglio manca l’elaborazione che porti a definire una visione identitaria per la sinistra del nuovo secolo. Che cosa significa essere di sinistra nel nuovo secolo e in un sistema maggioritario? Questo è quello che dobbiamo dibattere nei circoli, nelle direzioni, nelle assemplee. Senza paura di perdere i pezzi. Ognuno con il coraggio di rinunciare a qualcosa per arrivare a condividere il senso di un grande progetto comune. Ce la dobbiamo fare.
@mario krogh
il capitale usato per attività speculative non ha ricadute sociali mentre ne ha quello usato per attività produttive.
se la destra chiede la modifica dell’art 41 da l’ennesima dimostrazione di spregiudicatezza mentre se la sinistra rifiuta tale modifica solo perchè non è stata da lei esposta darebbe l’ennesima prova di ottusità.
Il link di Mario sul programma del Pd mi sembra indicativo delle perplessità sollevate dalla concreta Adrìana Galgano. Mi spiego: è un lunghissimo spot elettorale che cerca di tenere unite le varie anime della sinistra. Ha un grosso difetto: è più lungo di quello dei tempi di Prodi e quindi ancor più noioso (se possibile). Ha un altro difetto: espansione dei diritti bilanciata da pochi/nessun sacrificio. Chi paga tanto ben di Dio?
Non c’è un accenno, dico uno a qualche eccessivo diritto per non far infuriare la Cgil. Sui diritti civili, è mai possibile che qui a sinistra si voglia avere o tutto o niente? Perchè non cominciare a pretendere/chiedere gradatamente i cambiamenti che per quanto sacrosanti ancora non vengono accettati dal mondo cattolico?
@Adriana Galgano
Credo che in questi documenti, e non solo, vi siano le risposte a gran parte delle tue domande.
http://beta.partitodemocratico.it/idee/home.htm
Eppure la percezione diffusa è che queste risposte non ci siano.
E’ solo cattiva informazione? O insufficiente comunicazione?
Non credo. E’ che manca un’anima. Non basta proporre cose più o meno giuste. Da questo punto di vista, potremmo trovare cose giuste in tutti i programmi di tutti i partiti e non avrebbe tutti i torti chi afferma che, tutto sommato, tra PD, PDL ed altri non ci sono poi tante differenze (per inciso: leggo su questo forum posizioni assolutamente legittime ma che potrebbero star bene anche ad un simpatizzante del Pdl).
La forza di un movimento, di un partito, non sta solo nei programmi, ma anche, se non soprattutto, nella visione che riiesce a trasmettere del paese che si vuole essere. Nei principi che ispirano le scelte che di volta in volta la realtà costringe ad effettuare. E da questo punto di vista non è vero che non ci sono differenze e che le parole “destra” e “sinistra” non hanno più senso.
Prendiamo ad esempio il problema della crescita e dell’economia. La destra parte, giustamente dal suo punto di vista, dall’ art. 41 della costituzione ed in particolare dall’affermazione della “totale libertà di impresa” anche in contrasto con quanto afferma la nostra carta, là dove dice: “Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.
E’ una chiara visione, che Tremonti e soci trasmettono con chiarezza ai loro elettori e fans.
E noi, cosa diciamo al riguardo? Ci facciamo, con Bersani, un po’ di ironia sostenendo, anche se parzialmente a ragione, che forse mai nessun imprenditore si è posto il problema dell’art. 41?
O non dovremmo invece contrapporre una “nostra” visione del ruolo s0ociale dell’impresa e di quali siano le condizioni e le regole secondo noi necessarie perché (come recita sempre l’art.41) “l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”?
Analoghe considerazioni potremmo fare a proposito di altri temi come quello dei diritti civili, della salute, dell’istruzione pubblica/privata ecc.
Il problema è che se provassimo a dare queste risposte, allora scopriremmo che nel PD c’è qualcuno di troppo e che questo partito riesce a stare insieme solo a patto di non scegliere.
E tutto ciò sotto sotto molta gente lo avverte, al di là dei bei discorsi e dei bei compitini su questo o quel problema, e di ciò che si vuole o si crede di comunicare.
Avevo scritto questa nota su fb
http://www.facebook.com/#!/notes/marta-meo/la-santa-alleanza-della-beata-vergine-del-fuoco/10150100347956633
con alcune considerazioni abbastanza simili, purtroppo temo che il centrosinistra perderebbe in ogni caso e quindi penso sia più giusto proporci agli elettori come forza politica coerente con i propri valori piuttosto che i soliti “malati” di ingegnerie politiche fallimentari.
D’accordo al 150%, nel senso che mi garberebbe aggiungere molte altre argomentazioni contro l’Unionciona.
Non ho tempo, e ne dico una sola, la più importante: se mi mettete sulla scheda un simbolo da crocettare dove dietro so che c’è anche Fini, mi si paralazza il braccio.
Ovviamente volevo dire “paralizza”.
Già che ci sono aggiungo che se non mi si paralizzasse mi potrebbe financo inavvertitamente cascare dall’altra parte…
Sottoscrivo punto per punto l’analisi di Samuele e ne aggiungo un altro:
– se prima delle elezioni uno degli alleati “si sfila” cosa fa il PD? Alleanza ridotta o ripiega sul nuovo Ulivo (Idv e Sel) ma in una posizione sinceramente debole. E’ un rischio che ci conviene correre?
Adriana Galgano ha scritto il post più brillante, concreto e saggio.
Sono attese risposte altrettanto concrete e brillanti alle sue domande.
Ricorso a Barbara Biancheri che quel 40% di astensionisti lo sono anche se nel mercato elettorale esiste già Vendola e gran parte rimaneva astensionista anche quando c’era rifondazione.
Dalle risposte che si danno ad Adriana Galgano si può riprendere il discorso…
Concordo con il post 100%, analisi azzeccatissima. Un’ultima cosa: con alleanze chiare di sinistra e prese di posizione chiare sui temi importanti (vedi FIAT-Marchionne) magari si convincerebbe anche un po’ di quel 40% di indecisi, buona parte dei quali sono delusi del PD e non solo delusi del Berlusca.
condivido, Samuele. Purtroppo credo che tutta la fregola dell’ “allearsi prima” con Fini e Casini derivi da un timore sfrenato di non arrivare al premio di maggioranza alla camera e/o di vederseli soffiare all’ultimo momento dal Berlusconi 3.0. Diciamocelo francamente: se con le primarie, come pare faremo, una quota dei parlamentari PD dovra’ sgombrare il campo, e con Vendola, di Pietro e i grillini altri seggi andranno perduti, chi li mantiene tutti quelli che si troveranno disoccupati dopo le elezioni. URGE assicurarsi il premio di maggioranza e portarsi a casa un’altra legislatura. Governare, anche se si vince, come insegna Berlusconi, non e’ mica necessario.
Sono per un programma…un progetto…..e poi…chiamale pure alleanze….chi si riconosce nel programma aderisce e fa squadra…..magari perchè no…con due righe di contratto dove si mette nero su bianco che chi aderisce…non molla prima di aver raggiunto gli obiettivi…..
Sicuramente con un programma senza SE e senza MA su LAVORO….ISTRUZIONE….DIRITTI……TESTAMENTO BIOLOGICO…….OMOFOBIA…COPPIE DI FATTO….NUCLEARE….l’UDC non si ritroverebbe, ma neanche FLI…..per cui…..per selezione naturale aderirebbero solo alcuni partiti…..
Sono d’accordo al 100%.
da tempo penso che quella che noi chiamiamo emergenza, proprio di emergenza si nutre, e sono 16 anni che è li.
Andiamo a votare con programmi chiari e netti, ricerchiamo entusiasmo tra delusi e astenuti, che sono tanti. E non è con le alleanze che otteniamo il risultato.
Se poi il risultato indicherà nei numeri che si governa solo con un alleanza, troveremo qualche punto comune per un governo d transizione.
Gli elettori prima, poi le tattiche.
Samuele, sono fieramente avversa alla grande alleanza e anche agli alleati naturali. Avvamo detto prima il programma e poi le alleanze. Vogliamo parlare del programma prima? Berlusconi ha incominciato a parlare di un grande rilancio dell’economia (per chi ci crede ovviamente). Noi che idee gli contrapponiamo? Sui diritti civili che facciamo, continuiamo a fare la melina? La riforma del fisco di cui parla Bersani, dov’è? Ne vogliamo parlare? Sul lavoro appoggiamo le proposte Ichino? Se sì Vendola che ne pensa? Della riforma della giustizia? O ci va bene così com’è? Vendola e Di Pietro, lo sappiamo cosa pensano a riguardo? Sulla ricerca, innovazione, istruzione, università, cultura che idee abbiamo? Sull’innalzamento della pensione a 67 anni e il pareggio di bilancio che la Germania sta cercando di imporre all’Eurozona abbiamo un parere o una controproposta? Finche’ non saremo in grado di dire cosa vogliamo e dove pensiamo di portare questo paese i voti non li recuperiamo certo con le alleanze naturali. Tu dici Berlusconi non si candiderà. E se si candida Tremonti come salvatore della patria? O Alfano? Io penso che possano essere due da considerare con attenzione. Io mi auguro che almeno noi si abbia la capacità di non cercare scorciatoie ad un’elaborazione politica degna di questo nome.
Anni di sconfitte basate spesso sulla ricerca dell’alleanza prima di un programma e una identità chiara non sono bastati? Perchè, all’apparire di un qualche nuovo partito o partitino o coalizione, invece di porsi subito il problema se farci un’alleanza o meno, non ci si pone il problema di sottrargli voti con il PROPRIO programma?
Qualunque si la via l’importante è che sia credibile e che abbia il volto di visi credibili e sia portata in giro da gambe credibili.
Ormai vado convincendomi che il come sia altrettanto importante del cosa e del con chi.
Quali sono i nostri contenuti? ok, sono stati elaborati dei documenti programmatici importanti.
Chi saranno i nostri compagni di viaggio? coloro che quei documenti li condividono (perchè voglio capire se gli è venuto in testa di chiede a Casini o a Fini cosa ne pensino del necessario rilancio della scuola statale, tanto per dirne una…e proseguire sul tema del nucleare…o della riforma della pubblica amministrazione – che io ritengo necessaria premessa a qualunque discorso sul federalismo, perchè se non si “aggiusta” la macchina pubblica il federalismo rischia di creare solo disastri immani)
Ma soprattutto e su ogni cosa il COME.
Come le portiamo avanti? in questo modo arraffazzonato e sprezzante di ogni regola interna precedentemente data? Come si portano avanti? Con il leader di ogni giorno della settimana che si sveglia e fa la sua brava dichiarazione perfettamente contraria a quella decisa il giorno prima? giusto per accendersi un pò di luce e di cipria sul proprio viso?
Come le portiamo avanti se ogni tentativo della base di esserci , di partecipare e di costruire viene salutato con calci , pugni e sberleffi di ogni genere? (il caso dei referendum sull’appoggio a Lombardo in Sicilia è uno, ma ne abbiamo centinaia) E nessuno garantisce un minimo di rispetto?
Adesso è il momento di pretenderle tutte e tre quelle condiciones sine qua non: il chi, il cosa e il come. Per essere credibili.
“Una politica credibile è una politica che rispetta le regole. Che non si limita, giustamente, a chiedere giornalmente ai cittadini di rispettare le regole ma che rispetta essa per prima le regole che alla politica si applicano. E ce n’è una, in molti paesi e soprattutto in quelli che il maggioritario ce lo hanno da tempo, che non è nemmeno scritta: chi perde abbandona il campo. Definitivamente (salvo straordinarie eccezioni). Sia che perda elettoralmente, sia che perda politicamente (chiedere, per ulteriori dettagli, a Margaret Thatcher). E non è una astruseria. Ma una semplice – rozza, lo ammetto – norma di garanzia. Intesa ad evitare che chi c’è usi del proprio indubbio potere per rimanere. E, gentilmente, si eviti a questo punto di alzare il dito per osservare che nuove classi politiche all’orizzonte non si vedono. Perché non sappiamo se l’impresa entrante ci offrirà prodotti di qualità migliore e a un prezzo inferiore, ma consideriamo un bene pubblico il fatto che possa provarci e lo tuteliamo come tale. La politica italiana – credo di averlo detto e scritto in tempi non sospetti – è oggi guidata (al di là dei meriti o dei demeriti dei singoli) da due leadership entrambe sconfitte. E quindi automaticamente, inevitabilmente, al di là della loro volontà e delle loro capacità, non più credibili. Della politica non possiamo fare a meno. Quindi, quel che fa la differenza è la qualità della politica. Si può fare politica per una vita intera senza mai farla veramente e farla per un giorno solo mettendoci la passione di una intera vita.”
Nicola Rossi
08 gennaio 2007
Prima programma: rete di approvvigionamento energetico, nucleare, acqua e ciclo dei rifiuti? Infrastrutture, consumo di suolo e inquinamento? Strategie anti-corporative e anti-monopoliste? Diritti umani, diritti sociali e diritti civili come le condizioni minime per la cittadinanza? Scuola pubblica e laicità dello stato? Accesso alla rete come diritto? Lotta senza quartiere alla criminalità su tutto il territorio nazionale?
Un altro discorso sono eventuali misure che occorre prendere dal punto di vista macro-finanziario, che però, in un Parlamento pacificato, possono e devono essere prese in un clima di unità nazionale, con una maggioranza allargata.
Infine, quando si dice che un legislatura deve essere costituente e s’invoca il CLN (pace all’anima Loro) si dimentica che cattolici, liberali, socialisti e comunisti combattevano tutti assieme sulle montagne, ma una volta arrivati alle elezioni sono andati ognuno con il suo partito e paradossalmente c’erano più partiti nel 1946 che non nel 1948 http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_politiche_del_1946
http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_politiche_italiane_del_1948
scusa, chi sono esattamente i nostri alleati naturali?
L’IDV che ha tradito i patti elettorali e passa il tempo a sparare sul PD?
i radicali? che sono stati molto alleati nei fatti, meno nelle parole?
vendola che urla contro il liberismo causa di tutti i mali neanche fosse nella DDR anni 60? (pensavo che PI fosse una corrente liberal, nel PD)
i socialisti buoni?
meglio soli davvero a questo punto. e, se non ricordo male, il PD era nato per quello…
Assolutamente prima un programma chiaro e semplice poi alleanze su questa base. Le ammucchiate non hanno mai portato lontano.
Ricordo ai due autori che c’è un video in cui al giornalista che gli domanda come mai ci prova con tutte le belle donne Berlusconi risponde “Quando vedo una bella donna sento il dovere di provarci”.
Per quanto venga tacciata di maschilismo la frase del Presidente del Consiglio è più riuscita del provarci con Vendola!
Non ce l’ho con Vendola, sia chiaro.
Ce l’ho con chi vede distonie tra dirigenti e militanti/simpatizzanti.
Un esempio? All’inizio su questo sito era stato lanciato un sondaggio sulle alleanze. La maggioranza assoluta aveva detto: prima programma e chi ci sta ci sta.
Dopo pochi mesi di discussioni (tante) e di idee comuni (pochissime) si continua a martellare sull’alleanza naturale! Naturale in base al passato? Ma non si è arrivati al Pd perchè col Pci si rimaneva all’opposizione a vità?
Anzichè continuare a giocare a risiko perchè non giochiamo a carte scoperte e vediamo che tipo di programma siamo pronti a condividere?
E’ inutile continuare con la foglia di fico. Abbiamo visto quando tira il vento (fiat) quanto poco saldo sia il timone.
Una domanda. Tra pochi mesi l’Europa ci imporrà una serie di riforme di stampo moderato – liberale. Dal punto 4 del resoconto si dedurrebbe che in tal caso dovrà necessariamente occuparsi la destra dell’impiccio. Nemmeno ve la immaginata una sinistra riformista, moderata, liberale ?
programma riformista che punti al rilancio dell’economia ed alla riduzione del debito pubblico poche pagine e non 281.
un leader dotato di grandi capacità comunicative.
non trattabile.
chi accetta sta con noi chi non accetta vada per conto proprio.