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Il Nostro Tempo, gli extra

8:49 pm in News da Prossima-Italia

Seconda e ultima parte dei materiali che abbiamo infilato nel cartone della pizza e che abbiamo distribuito a Bologna, in piazza Maggiore, nel corso dei due giorni de Il Nostro Tempo. Dopo le cinque campagne, le cinque proposte/risposte per il Paese, i cinque documenti che riassumono e testimoniano parte del lavoro fatto nel corso di un anno. Gli extra del nostro take away “pronto politica”, da stampare (fronte e retro) e dar far circolare, come al solito.

1 – Le leggi d’iniziativa popolare e il tutor della democrazia: con i referendum e le primarie (quelle per il premier e quelle da noi richieste, per Camera e Senato) è quello delle leggi di iniziativa popolare è lo strumento che chiude il cerchio dell’iniziativa dal basso, della partecipazione e della democrazia. Previsto dai padri costituenti, ma ampiamente disatteso, almeno finora: ecco perché il tutor, una figura che si prenda l’impegno di rappresentare quelle istanze in Parlamento.

2 – La questione meridionale da problema economico a sfida civile: si vince al Sud, come qui si è ripetiuto tante volte. Ed ecco quindi la vera questione meridionale: la questione etica dei saperi unita alla questione etica del merito libero. Perché anche nel Partito Democratico si attivi la battaglia per essere migliori e diversi nel segno dei comportamenti corretti.

3 – La lettera dei Draghiribelli e la risposta di Prossima: inviata al Presidente della Repubblica dai Draghiribelli, in risposta alla missiva di Draghi e Trichet di cui molto si discute in questi giorni, con in calce la risposta di Prossima Italia. Un esempio tra molti altri possibili, come da sempre ci proponiamo di fare, dell’impegno nel far incontrare le istanze provenienti dalla società, istanze in questo caso generazionali, con le istituzioni.

4 – Il vocabolario di Prossima Italia: un lavoro che è durato un anno, e che ora è pronto per la pubblicazione, qui presentato solo come versione breve, come abstract, come si conviene a un vocabolario che si rispetti, in attesa di metterlo a disposizione integralmente. Con i temi e le proposte di Prossima Italia, frutto di un percorso collettivo che ha riunito competenze ed esperienze.

5 – Il libretto arancione: già messo on line in versione ebook all’inizio dell’estate, prima del nostro Campeggio del Cambiamento, è stato stampato in mille copie, prima tiratura in occasione della due giorni bolognese. Una testimonianza e una riflessione sulla primavera politica che ha caratterizzato quest’anno, un memento per la politica dei partiti che è sembrato volersene dimenticare in fretta.

Il Nostro Tempo in video, la prima infornata

3:20 pm in News da Prossima-Italia

Nei due giorni che abbiamo trascorso in piazza a Maggiore a Bologna siamo riusciti a far stare dentro Il Nostro Tempo più di 70 interventi, suddivisi per argomenti (democrazia, scuola, cultura e informazione, economia e fisco, lavoro, consumo di suolo e ambiente). Dopo la pubblicazione degli interventi di Pippo e Debora, stiamo ora lavorando al caricamento di tutti gli altri. Iniziamo da questi, e nei prossimi giorni faremo seguire i successivi: qui in alto, rispettando il format a coppie che ha caratterizzato l’evento, il panel con Filippo Taddei e Pietro Modiano, a seguire Makkox e Sergio Staino, Ilda Curti e Luigi De Magistris, Alessandro Campi e Rosy Bindi introdotti da Andrea Simone Lerussi, Nicola Zingaretti e Vasco Errani, Marina Terragni e Stefano Boeri, Rita Castellani ed Emanuele Toscano introdotti da Roberto Di Giovampaolo, Ernesto Ruffini e Sara De Sanctis introdotti da Andrea De Filippis, Paolo Pileri e Marco Boschini. Continua a leggere questo articolo →

Il Nostro Tempo, le nostre idee

1:58 pm in News da Giuseppe Civati

«Io mi aspetto, sinceramente, che certe iniziative portino delle idee, delle idee nuove». (Massimo D’Alema, 21 ottobre 2011)

Chi è stato a Bologna lo sa, e chi ha voluto riportarlo lo ha raccontato a chi non c’era: che non si dica che da piazza Maggiore in Bologna, sabato e domenica, non sono uscite idee. Risposte, oltre che proposte, ai problemi degli italiani e all’emergenza che viviamo. Le nostre campagne per Il Nostro Tempo.

Che abbiamo messo nel cartone della pizza, (oltre che sul nostro canale video, che stiamo aggiornando), simbolicamente, ma che molto concretamente ora andremo a consegnare a domicilio: al Partito Democratico, certo, ma soprattutto ai militanti, agli attivisti, a quella società civilissima che può dare, se coinvolta, un contributo decisivo, e attraverso tutti loro a tutti quei cittadini che vorranno ascoltarci. Nella speranza che siano tanti, così come tanti erano in piazza durante il nostro weekend.

Cinque risposte, quindi, in pdf da stampare e far circolare:

1 – Prima gli elettori: primarie libere per la scelta dei parlamentari, in tutti i collegi e con qualsiasi legge elettorale, contro lo scilipotismo e a favore della partecipazione democratica, quella della primavera arancione, per far scegliere ai cittadini chi li rappresenta a Roma, proprio come si scelgono i sindaci.

2 – Con disciplina e onore: una legge feroce contro la corruzione, che cancelli tutti i lodi ad personam di questi anni, la lotta ai conflitti d’interessi ad ogni livello, e nuove forme di trasparente e accessibile rendiconto finanziario degli incarichi politici o comunque determinati dalla politica.

3 – Terra! Suolo bene comune: rivedere i criteri sugli oneri di urbanizzazione, coinvolgendo i cittadini e regolando le nuove costruzioni in base alle effettive richieste del mercato, bloccando le realizzazioni a fine speculativo; vietare l’uso degli oneri per la parte di spesa corrente dei bilanci degli enti locali, e fermare le compensazioni monetarie, anche attraverso nuovi sistemi di controllo. Censire il patrimonio utilizzato, sia quello produttivo che quello residenziale, e incentivarne l’utilizzo.

4 – Il fisco, dai mobili agli immobili: nel Paese primatista della pressione fiscale su chi lavora e produce, nel Paese in cui il mattone è la speculazione più redditizia e meno tassata, bisogna invertire la tendenza: abbassare le tasse sul lavoro con un rimborso contante annuo andando a prenderlo da chi ricava rendita dagli immobili. Inoltre, a proposito del fisco: riduzione delle scritture contabili e semplificazione dei calcoli delle imposte; ampliamento della gamma degli oneri deducibili; emissione e ricezione elettronica di fatture e corrispettivi, e tracciabilità del pagamento di costi deducibili; inversione del rapporto tra Fisco/controllore e contribuente/controllato, con l’assegnazione al Fisco della compilazione di tutte le dichiarazioni dei redditi, dipendenti e autonome.

5 – Per tutte e tutti: superare la condizione di precarietà di questi anni estendendo l’indennità di disoccupazione a tutti i lavoratori, inclusi i titolari di contratti atipici: si può fare, e va fatto parificando i contributi sociali. Ogni tipo di contratto, subordinato o para-subordinato, dovrà prevedere il versamento dei relativi contributi: si tratta di somme assolutamente contenute e sostenibili per l’impresa.

Gli interventi di Pippo e Debora

9:24 am in News da Filippo Camedda

Ecco gli interventi conclusivi da piazza Maggiore in Bologna de Il Nostro Tempo. In attesa di tutti gli altri, che stiamo caricando sul nostro nuovo canale video.

Sta arrivando Il Nostro Tempo

3:52 pm in News da Prossima-Italia


I lavori in piazza Maggiore procedono spediti: iniziamo domattina, vi aspettiamo alle 9,30 (puntuali, mi raccomando).
Ovviamente vi vorremmo tutti qui con noi. Per chi proprio in questo momento è in Australia (ma solo in quel caso, se non c’è almeno un emisfero di distanza non si accettano scuse), e se è dotato  di connessione internet potrà seguire la diretta integrale in streaming, collegandosi qui su ProssimaItalia.it. Sarà comunque un modo per far parte del nostro tempo.
L’altro modo, come abbiamo ricordato più volte, è quello di sostenere questa iniziativa, completamente autofinanziata e realizzata grazie al contributo di tanti volontari. A loro, e a chi vorrà fare una donazione sulla nostra pagina ProssimaItalia.it/sostienici, va la nostra infinita gratitudine.

Rimetti a noi i nostri debiti

8:41 am in News da Prossima-Italia

Nel momento in cui la violenza è iniziata, sabato, è diventata l’unica notizia proveniente dalla piazza degli Indignados. E a quel punto non importavano più, i temi, non importavano più le rivendicazioni, e men che meno discutere di quanto fossero giuste o fondate.
E’ un fatto: ed è anche, per più di un motivo, comprensibile. Ma è pure una sconfitta, come in molti hanno osservato, per tutti quelli che si sono visti portare via quella possibilità di prendere la voce così faticosamente inseguita. Ciò nonostante, le immagini della devastazione, per quanto tremende e clamorose, non rimetteranno il genio nella lampada: terranno le persone a casa, forse, e chissà per quanto tempo. Lasceranno però tutti i problemi sul tavolo, irrisolti: la crisi, e la sensazione di essere pedine in un gioco molto più grande, giocato sulla pelle di molti.
Perché la violenza può fermare una manifestazione, può fermarle tutte, ma non risolve i guai di chi era sceso in piazza. Non li rende meno urgenti, e meno bisognosi di leggi, quelle sì, speciali.

Sabato scorso, pur avendo il timore che le  cose sarebbero potute andare così, avevamo deciso di portare per le strade di Roma una troupe. Quella di Officine Tolau, che già aveva girato con noi A furor di popolo, il documentario realizzato durante la Woodstock a 5 Stelle. Con la stessa necessità, quella di capire, e quella di parlarne coi diretti interessati.
Rimetti a noi i nostri debiti, di cui qui pubblichiamo il trailer, è il risultato di quel lavoro, un lavoro che purtroppo quasi nessuno ha ritenuto utile fare, in questi giorni, per i motivi di cui sopra. Lo faremo noi, presentandone i risultati, domani e domenica nella piazza de Il Nostro Tempo, la piazza Maggiore di Bologna. Sperando sia utile per tornare a quello che, dopotutto, è il dannato punto.

Siamo a Bologna

3:40 pm in News da Prossima-Italia


Stamattina conferenza stampa con i giornalisti bolognesi nella sala consiliare del Pd in Comune. Intanto, in piazza Maggiore, i lavori proseguono. Il Nostro Tempo si avvicina.

Cose da fare durante Il Nostro Tempo

8:19 am in News da Prossima-Italia

Nello spazio che stiamo allestendo in piazza Maggiore, a Bologna, per il nostro appuntamento di sabato e domenica organizzato con Pippo Civati e Debora Serracchiani, potrete sedervi e ascoltare le nostre coppie che si confrontano. E fin qui.

Ma non vi lasceremo stare con le mani in mano.

Registrandovi all’ingresso e lasciando il vostro numero di cellulare, riceverete una serie di quesiti ai quali potrete rispondere direttamente dal telefonino, e i cui risultati saranno poi annunciati dal palco. E’ un sistema di instant poll innovativo e completamente inedito, che sperimentiamo a Bologna per la prima volta in assoluto.

Potrete firmare per la proposta di legge di iniziativa popolare sui diritti di cittadinanza, la partecipazione politica e amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni di cittadinanza e di nazionalità. Potrete partecipare a un’indagine sulla partecipazione politica, facendovi intervistare dai nostri volontari. E potrete firmare la nostra petizione, che prenderà il via proprio da piazza Maggiore, per chiedere che il Partito Democratico scelga i prossimi parlamentari con primarie di collegio aperte e libere.

Potrete intervenire dalla platea, o lasciare un videomessaggio nell’apposito camera box. E, tra quelli che hanno inviato una Startup, i più creativi potranno presentarla direttamente dal palco.

Girando tra i nostri banchetti, potrete acquistare i libri di Prossima Italia, il cui ricavato contribuisce a finanziare l’iniziativa. E potrete, con una piccola donazione, portarvi a casa in un vero e proprio cartone della pizza i materiali delle campagne e delle proposte che saranno presentate nei due giorni: la politica take-away, insomma.

Take-away in senso lato, ma anche in quello stretto: nella giornata di sabato faremo ovviamente una breve sosta, con annesso pranzo al sacco.

Infine, i bambini. Abbiamo pensato a quei genitori che vorrebbero venire a Bologna ma sarebbero in difficoltà a gestire i figli piccoli. Per questo, stiamo allestendo uno spazio apposito, un kindergarten attiguo alla tensostruttura, in cui mamme e papà potranno lasciare tranquillamente la prole. Avremo per loro l’animazione – un bellissimo Gioco della Democrazia – e invitiamo tutti i genitori a portare qualche giocattolo: alla fine della due giorni, tutti i giocattoli che ci vorrete lasciare in dono saranno consegnati a un asilo bolognese.

Poi, sabato sera, finiti i dibattiti, per tutti quanti ci sarà la musica.

Work in progress

2:17 pm in News da Prossima-Italia


Piazza Maggiore, oggi: al via l’allestimento della tensostruttura che verrà montata sul Crescentone e che ospiterà Il Nostro Tempo, l’evento che organizziamo con Pippo Civati e Debora Serracchiani sabato e domenica.
Sperando che comunque Bologna riservi alla nostra manifestazione un weekend di sole.
Intanto, mentre vi organizzate per la trasferta, cliccate qui per avere tutte le informazioni che vi servono.
Ci vediamo sabato mattina, alle 9,30.

Questo tempo è Il Nostro Tempo

7:21 am in News da Paolo Cosseddu

La morte di Carlo Giuliani a Genova, il 20 luglio del 2001, fu la fine di tante cose. Soprattutto, fu la fine di un’alternativa possibile a un mondo già molto complicato e contestabile, che da allora si è complicato ancor di più ed è divenuto ancor più contestato.
Fu la fine dell’idea che la globalizzazione fosse un affare di tutti e che non potesse venire discussa solo tra pochi capi di Stato in rappresentanza di poche nazioni. Fu la fine di una visione del mondo – e dell’economia – che le crisi seguenti e quelle tutt’ora in corso fanno sembrare quasi ingenua. Non perché nel frattempo si sia realizzata: tutto il contrario, appare oggi insufficiente, e largamente ottimistica.
Eppure, malgrado tutto, oggi neppure il più liberista degli economisti potrebbe ignorare la sensazione che qualcosa non ha funzionato, quasi nulla, in questi anni di predominio della finanza e di mercato globale senza regole.
Una vittoria amara, che non serve a niente e che non ha cambiato nulla. Troppo poco, troppo tardi, come si dice. Di certo un effetto l’ha avuto, quello di ricacciare la gente in casa: quei bizzarri e colorati ragazzi, che in gran parte si sono dispersi. E tutti gli altri, quelli che osservavano dai balconi, e che poi sono tornati a guardare le cose dal rassicurante filtro azzurrognolo dello schermo televisivo. Appiattito, in più di un senso.
Se la manifestazione al G8 di Genova del luglio 2001 fosse andata in modo diverso, chissà, forse quella folla, che già era grande, invece di perdersi sarebbe cresciuta. E forse, forse ad un certo punto anche la politica, anche le forze progressiste avrebbero ceduto di schianto, aprendosi a quell’ondata. E forse oggi discuteremmo di un’alternativa più concreta, forse sarebbero molto diverse molte cose.

Per questi e altri motivi, la manifestazione degli indignati di sabato scorso andrebbe rifatta domani. Con più attenzione, certo, ma senza farsi vincere dal cinismo, e dalla paura. Bisognerebbe puntare a portarne un milione, in quelle strade, e poi dieci. Del resto “siamo il 99 per cento”, dicono i ragazzi di Occupy Wall Street. E a un grande partito come il Pd è e vorrebbe continuare a essere, quel 99 per cento dovrebbe interessare. Non basta più, la dichiarazione di circostanza, il distinguo tra il manifestante pacifico e i “pochi violenti”: è un concetto che ormai è passato, e se se ne è accorto persino Alemanno è passato di certo. Un altro risultato del decennio post Genova, per certi versi.
Serve qualcosa di più, serve una scelta di campo più netta. Bisogna rilanciare: perché non si possono aspettare altri dieci anni, e chissà quali altre manifestazioni con chissà, a questo punto, quali disastrosi effetti collaterali, per scoprire che, beh, in fondo avevano ragione, gli indignati. Stiamo buttando troppo tempo, nel capire cose fin troppo chiare, e i risultati sono modesti, soprattutto sono tardivi. Chi ce li ha, altri 10 anni? L’Italia no di certo.

Ecco perché, quando abbiamo iniziato a pensare a un nostro piccolo evento, quello del 22 e 23 ottobre, l’abbiamo impostato così. Non è un caso, se qui e altrove abbiamo scritto cento e mille volte, della società civilissima che sin dalle scorse amministrative cercava il modo di esprimersi. Ed è per tutti questi motivi, che abbiamo chiamato tutto questo Il Nostro Tempo, è per questo che abbiamo scelto di farlo in una piazza, piazza Maggiore di Bologna. Perché ci servivano il luogo e gli argomenti per farla incontrare, la piazza, con la politica. Con ambizioni serie, anche se modeste: ma orgogliose. Siamo un piccolissimo movimento, dopotutto, e non ci fondiamo sulla divisione dei posti di potere, poiché le uniche cose che finiamo per spartirci sono le idee e le battaglie: politiche, s’intende. Le nostre potenzialità numeriche sono imparagonabili a quelle che si sono viste sabato, ciò nonostante sappiamo di poter mettere insieme persone che la politica la frequentano, la amano, la capiscono. Attivisti, nel senso migliore del termine, perché attivano quelli che hanno intorno, e si moltiplicano. O almeno si spera.
Certo, ci sono altri, più organizzati e dotati di più mezzi, che forse sarebbero in grado di fare lo stesso, e di farlo meglio. Ma, per qualche motivo, non lo fanno. E quindi, in mancanza di meglio, ci proviamo noi: dopotutto, è Il Nostro Tempo, e non intendiamo sprecarlo.